November 16, 2009 / 1:47 PM / 8 years ago

Australia, premier chiede scusa ai "bambini dimenticati"

4 IN. DI LETTURA

<p>Rudd durante il discorso di scuse a Canberra.Auspic/Handout (AUSTRALIA POLITICS)</p>

di James Grubel

CANBERRA (Reuters) - Il primo ministro australiano Kevin Rudd oggi si è scusato per gli anni di abusi e di dolore di cui hanno sofferto migliaia di orfani e bambini spediti in Australia dalla Gran Bretagna, spesso senza che i loro genitori ne fossero informati.

Anche il premier britannico Gordon Brown ha chiesto scusa per i circa settemila bambini che, affidati alle istituzioni dello stato, tra il 1930 e il 1970 furono spediti in Australia sotto il vecchio Child Migrants Programme.

Rudd ha detto ad un pubblico di circa 900 orfani, noti come "gli australiani dimenticati", che il periodo della politica degli abbandoni è stato un capitolo brutto e vergognoso, il quale ha causato sofferenze, danni emotivi, assenza di amore e di cure.

"Ci voltiamo indietro e proviamo vergogna per il fatto che così tanti di voi siano stati lasciati a patire il freddo, la fame e la solitudine, senza un posto dove andare e senza nessuno, assolutamente nessuno, a cui rivolgersi", ha detto Rudd nel corso di un discorso al Parlamento.

"Guardiamo al passato e proviamo vergogna se pensiamo a come sia stato possibile permettere a coloro che avevano il potere di abusare di coloro che non ne avevano affatto", ha proseguito.

Molti bambini poveri furono spediti nei paesi del Commonwealth, soprattutto in Australia e Canada, dietro la promessa di una vita migliore. Ma secondo l'organizzazione Child Migrants Trust, la maggior parte dei bambini mandati in Australia furono sottoposti ad abusi, chiusi in qualche istituto o impiegati, contro la loro volontà, come forza lavoro nei campi.

Le scuse di Rudd, trasmesse in diretta su un canale nazionale, sono state rivolte a quelle 500 mila persone circa che per decenni si sono spese perché arrivasse un discorso del genere.

Un gesto che segue quello del 2008, compiuto sempre dallo stesso primo ministro, quando si scusò con la cosiddetta "generazione di aborigeni rubata", ragazzini sottratti alle loro famiglie per essere cresciuti in istituzioni e in case di famiglie bianche, come parte dei programmi di assimilazione, condotti fino alla fine degli anni Sessanta.

Tra coloro che, seduti in Parlamento, hanno seguito il discorso di Rudd, c'era l'ex senatore Andrew Murray, nato in Inghilterra ma spedito in Zimbabwe come "migrant child", all'età di quattro anni.

Rudd ha detto di augurarsi che le scuse possano contribuire a sanare ferite che bruciano ancora oggi. Ma il premier ha escluso di offrire risarcimenti, mostrandosi invece più favorevole all'ipotesi che (le istituzioni) offrano consulenze e aiutino la National Library a raccogliere testimonianze individuali.

Gli avvocati degli ex "bimbi migranti" e di coloro che sono cresciuti negli istituti hanno accolto le scuse di Rudd come un passo importante verso la riparazione del danno.

"Nel farci queste scuse, il governo australiano riconosce e ammette che quello che ci è successo era sbagliato. Era un sistema di "assistenza" che ha avuto effetti devastanti su oltre mezzo milione di australiani", ha detto Leonie Sheedy, avvocato che lavora con gli ex bambini cresciuti negli istituti di stato.

"Mi auguro che possa lenire il dolore nostro e delle nostre famiglie e alleggerire il carico che pesa su ciascuno di noi", ha concluso il legale.

-- Sul sito www.reuters.it le altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below