11 novembre 2009 / 10:07 / tra 8 anni

Suicidio portiere Enke, la famiglia: soffriva di depressione

<p>Alcuni supporter dell'Hannover 96 e del portiere Robert Enke, morto marted&igrave; sera. REUTERS/Wolfgang Rattay</p>

di Arno Schuetze

HANNOVER, Germania (Reuters) - Il portiere della nazionale tedesca Robert Enke, che si è suicidato ieri gettandosi sotto un treno, soffriva di depressione. Lo hanno detto oggi la moglie e il medico del giocatore.

Ieri sera il 32enne Enke è morto travolto da un treno espresso, diretto da Amburgo a Brema, ad un passaggio a livello vicino Hannover. Il treno viaggiava ad una velocità superiore ai 160 chilometri orari.

Intanto la federcalcio tedesca ha comunicato che l‘amichevole con il Cile di sabato è stata cancellata perché i giocatori sono sotto shock.

La moglie di Enke, Teresa, ha detto di aver provato ad aiutare il marito, andando con lui in terapia per superare la depressione provocata dalla morte della figlia di due anni.

“Quando la depressione si faceva acuta, la situazione era davvero difficile, perché Robert perdeva motivazione e ogni fiducia in un possibile miglioramento”, ha detto la vedova durante una conferenza stampa.

Enke, che si è scusato in una lettera d‘addio per aver nascosto la condizione che lo ha portato al suicidio, ha infatti sempre tentato di tenere la sua depressione segreta.

La moglie, che ha fatto fatica a trattenere le lacrime durante l‘incontro con i giornalisti, ha detto: “E’ una cosa pazzesca perchè adesso è comunque venuto fuori. Pensavamo di potercela fare, di poter andare avanti grazie all‘amore, ma non puoi farcela sempre”.

AMICHEVOLE ANNULLATA

La federcalcio tedesca ha annullato l‘amichevole con il Cile di sabato prossimo per consentire ai giocatori e ai tecnici di piangere la morte di Enke.

“Era evidente che non avremmo potuto giocare”, ha detto il capo della federcalcio Theo Zwanziger. “Abbiamo bisogno di tempo per metabolizzare tutto questo”, ha proseguito dopo aver osservato il minuto di silenzio prima della conferenza stampa.

Il team manager della Germania Oliver Bierhoff è scoppiato in lacrime dopo aver confessato che nessuno del gruppo della nazionale era a conoscenza della depressione di Enke.

Anche il cancelliere tedesco Angela Merkel si è messa in contatto con la famiglia del portiere dell‘Hannover 96.

“Il cancelliere ha voluto comunicare il proprio shock e la propria vicinanza alla vedova di Robert Enke in una lettera privata”, ha detto il portavoce del governo Cristoph Steegmans.

Enke vantava otto presenze in nazionale ed era in corsa per il posto di titolare della Germania ai prossimi mondiali in Sudafrica.

Il medico del portiere 32enne lo aveva in cura dal 2003, dopo un periodo professionalmente difficile a causa dei fallimenti nelle esperienze all‘estero, prima in Spagna poi in Turchia.

“Soffriva di depressione e aveva paura di fallire”, ha detto Valentin Markser.

Markser ha anche rivelato che il giocatore ha saltato la seduta nel giorno del suicidio perché aveva detto di non sentirsi bene.

LUNGA ATTESA

Dopo anni passati a combattere con infortuni e problemi personali, tra i quali la morte della figlia di due anni nel 2006 per problemi cardiaci, Enke era diventato il favorito per essere il portiere titolare della Germania.

Per dieci anni, infatti, il portiere 32enne ha vissuto all‘ombra di due grandi come Oliver Kahn e Jens Lehmann, ma dopo il ritiro di quest‘ultimo lo scorso anno, Enke era appunto il favorito per il ruolo di titolare, a dieci anni dalla prima convocazione, nel 1999.

Il suo debutto con la Germania era però avvenuto solo nel 2007.

Dopo aver difeso la porta del Borussia Moenchengladbach, Enke ha avuto anche diverse esperienze all‘estero in club prestigiosi come Benfica, Barcellona e Tenerife, prima di fare ritorno in Bundesliga nel 2004.

Il Barcellona ha osservato un minuto di silenzio prima della sua gara di coppa del Re di ieri sera, mentre i giocatori del Tenerife hanno già annunciato che giocheranno il prossimo match di campionato con il lutto al braccio.

Enke e la moglie Teresa avevano una figlia di otto mesi, adottata lo scorso maggio.

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