November 10, 2009 / 12:40 PM / 8 years ago

Clima, Iea: mancato calo emissioni costa $500 mld in più l'anno

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Di Gerard Wynn

LONDRA (Reuters) - Il mondo sarà costretto a spendere 500 miliardi di dollari in più all'anno per ridurre le emissioni di carbonio se l'accordo sul surriscaldamento globale subirà un ritardo. Lo ha fatto sapere l'Agenzia Internazionale dell'Energia.

Durante i colloqui sul clima della scorsa settimana a Barcellona, i negoziatori dei paesi sviluppati hanno detto che ci vorranno dai sei a 12 mesi in più del previsto per raggiungere un accordo mondale, legalmente vincolante, per ridurre le emissioni e che, di conseguenza, non verrà rispettata la deadline di dicembre.

La Iea, che fa anche da consulente energetico per i 28 paesi industrializzati, ha invece risposto che il mondo dovrebbe agire urgentemente per ridurre le emissioni di gas serra e limitare il surriscaldamento globale a non più di due gradi Celsius.

Ogni anno di ritardo comporterà una spesa extra di 500 miliardi di dollari, al di là del budget previsto per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica, pari a 10.500 miliardi di dollari tra il 2010 e il 2030. Queste spese extra si renderanno necessarie per migliorare l'efficienza energetica e per dare nuova linfa agli investimenti nelle energie rinnovabili a basso carbonio.

"Deve essere fatto molto di più per poter raggiungere un accordo che limiti l'innalzamento della temperatura globale a soli due gradi", si legge nel World Energy Outlook 2009 della Iea.

"I paesi che parteciperanno alla conferenza sul clima dell'Onu non devono perdere di vista questa necessità".

Nel summit del prossimo dicembre a Copenaghen, dove dovrebbe essere raggiunto un accordo che migliori o sostituisca il protocollo di Kyoto, si dovranno affrontare le difficoltà nel superare la frattura tra paesi poveri e ricchi sui costi relativi alla riduzione delle emissioni di anidride carbonica, per esempio, dai combustibili fossili.

I paesi sviluppati hanno accettato di farsi carico della riduzione di queste emissioni, ma vogliono che l'accordo sia vincolante anche per i paesi in via di sviluppo.

Questi ultimi, invece, chiedono un aiuto economico sia per ridurre le emissioni di Co2, sia per combattere l'inevitabile surriscaldamento globale, causa di siccità, alluvioni e dell'innalzamento del livello dei mari.

La Iea ha fatto sapere che ci vorranno investimenti extra pari a 197 miliardi di dollari l'anno fino al 2020 per la riduzione delle emissioni di anidride carbonica nei paesi in via di sviluppo, rispetto ai 430 miliardi che rappresentano la cifra globale.

"La conferenza di Copenaghen fornirà importanti indicazioni sul tipo di futuro, in campo energetico, che ci attende", si legge nel rapporto dell'agenzia.

Continuare l'attuale trend di richiesta energetica e di utilizzo di combustibili fossili "porterebbe quasi certamente ad un consistente cambiamento climatico e ad un irreparabile danno al pianeta".

Dare una svolta alla riduzione delle emissioni di Co2 richiederebbe, però, un grande cambiamento nel sistema energetico mondiale. La condivisione di combustibili non fossili salirebbe al 32%, dal 19% del 2007. I motori a combustione interna, viceversa, crollerebbero al 40% nel 2030, rispetto al 90% e oltre attuale.

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