30 ottobre 2009 / 19:17 / 8 anni fa

Islanda, chiude McDonald, migliaia in fila per l'ultimo Big Mac

<p>Un McDonald's.Vincent Kessler(FRANCE SOCIETY FOOD HEALTH)</p>

di Omar Valdimarsson

REYKJAVIK (Reuters) - Migliaia di islandesi si sono messi in fila davanti ai Mc Donald per ordinare gli ultimi Big Mac, prima che la catena americana di fast food abbandoni - alla mezzanotte di sabato - l'isola colpita dalla crisi, a causa del vertiginoso aumento dei costi.

La più grande società di fast food del mondo aveva annunciato all'inizio della settimana che tutti e tre i ristoranti dell'isola, gestiti in franchising da Jon Ogmundsson, avrebbero chiuso il 31 ottobre.

I tre ristoranti si sono riempiti immediatamente dopo l'annuncio, con code di persone in fila che - nel locale nella zona est della capitale - arrivavano fino in strada.

Oggi, all'ora di pranzo, il parcheggio del ristorante era completo e lo staff all'interno è quasi impazzito per stare dietro alle continue richieste.

"Sarà la mia ultima occasione, per un bel po' di tempo, di mangiare un vero Big Mac" ha detto a Reuters Siggi, un rappresentante di 28 anni, mentre aspettava il suo turno.

"Con l'economia in queste condizioni, non credo riuscirò a fare un viaggio all'estero in tempi brevi", ha aggiunto. "Non che sia un grande fan di McDonald, ma un Big Mac una volta ogni tanto aiuta a variare".

Ogmundsson, che dopo aver tolto gli archi d'oro continuerà a gestire i ristoranti con un nome diverso, ha detto che per alcune ore, ieri, era addirittura rimasto senza Big Mac.

"Le vendite non sono semplicemente aumentate", ha raccontato Ogmundsson ai media locali. "Hanno proprio messo il turbo".

Ogmundsson ha detto di esser riuscito a far fronte all'impennata della domanda e di aver venduto più o meno 10 mila hamburger in un solo giorno, molto più di prima.

L'Islanda è stata colpita dagli effetti della crisi finanziaria a partire dall'ottobre 2008, quando le sue banche chiusero nel giro di una settimana sotto il peso di un debito da miliardi dollari.

Il fallimento delle banche ha minato la fiducia nell'economia islandese e ha fatto precipitare la sua moneta, la corona. McDonald ha spiegato che la debolezza della corona è uno dei motivi alla base della sua decisione di lasciare l'isola, insieme all'alto costo delle importazioni di cibo dall'estero.

Il gigante della ristorazione fast food ha anche dichiarato che non cercherà di tornare in Islanda.

Nei pressi di una cartoleria, Thora Sigurdardottir, una assistente ostetrica di 35 anni, spiega invece di non avere intenzione di andare a mangiare l'ultimo pasto da McDonald.

"Finalmente ce ne siamo liberati", dice.

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