27 ottobre 2009 / 17:30 / 8 anni fa

Iraq, apre banca per sole donne nella capitale dell'Islam sciita

di Khaled Farhan

NAJAF, Iraq (Reuters) - In una delle città sante dell'Islam sciita, una banca ha aperto una filiale per sole donne, nella speranza di intercettare un mercato con un grande potenziale e la domanda, in crescita, da parte delle donne musulmane di servizi finanziari che rispondano ai loro bisogni.

Il manager della filiale di Najaf della banca privata Babel è comunque un uomo. Ma deve prendere appuntamento prima di poter fare visita alla banca ed accedervi da una porta sul retro.

"In questa banca, le clienti possono togliersi il velo e trattare con le impiegate in assoluta libertà", ha detto Mazen Abdul-Razzaq, il vicedirettore di Babel.

Uno studio ad opera del Boston Consulting Group, che ha riguardato anche l'Iraq, ha rivelato che le donne, in tutto il mondo, sono piuttosto insoddisfatte dei servizi finanziari.

Le donne irachene intervistate nella banca femminile di Najaf dicono di sentirsi a disagio a dover trattare con impiegati di sesso maschile e di sentirsi a loro agio nella nuova agenzia.

L'inaugurazione della filiale di Najaf, che ha aperto una settimana fa e ha fatto entrare solo pochi giornalisti maschi per pubblicizzare l'evento, riflette il conservatorismo religioso che pervade la città -- uno dei più importanti centri per l'insegnamento dell'Islam sciita.

Qui le donne, per ragioni culturali e religiose, devono indossare abaya e hijab per coprire il corpo o veli per coprire i capelli.

L'Iraq era un tempo considerato tra i paesi mediorientali più occidentalizzati. Dopo la prima guerra del Golfo e le sanzioni degli anni 90, però, il dittatore Saddam Hussein si è servito della religione per guadagnare consensi.

In seguito all'invasione americana del 2003, che ha portato al potere la maggioranza sciita, il conservatorismo religioso e i gruppi di miliziani hanno imposto misure draconiane a carico delle donne.

Alcune restrizioni sono state rimosse ma molte altre sono rimaste in vigore.

Nell'agenzia di Najaf per sole donne, le dipendenti siedono dietro cabine dotate di una finestra, pile di dinari iracheni, mentre nelle macchinette contasoldi sbattono mazzetti di banconote da 100 dollari.

Aspetta in piedi una donna che si presenta come Um Zina o "madre di Zina", ha detto che Najaf ha bisogno di altri posti così.

"Una donna andrà più liberamente in posti dove ci sono solo donne", ha detto l'impiegata di un salone di bellezza. "Idee come queste sono da incoraggiare, in modo che le donne non si sentano in imbarazzo".

Iqbal Mohammed, capo dei contabili della banca, vede nell'agenzia un qualcosa che aiuterà signore e signorine in generale, ma soprattutto quelle di Najaf che "sono chiuse nelle loro case, impegnate a crescere bambini".

"Noi l'abbiamo incoraggiata (la donna) ad esercitare i suoi diritti. Noi le abbiamo dato il diritto di uscire e sbrigare i propri affari", rivendica Mohammed.

Il settore bancario iracheno sta cambiando, proprio come la società.

La maggior parte delle attività sono ancora controllate dallo stato, che gestisce circa l'80% del Pil del paese. Ma le banche private che hanno aperto un'agenzia stanno vivendo un boom. I banchieri parlano di un'impennata di depositi e prestiti non appena la violenza ha cominciato a diminuire.

La sicurezza è aumentata ma è ancora fragile; domenica, due attacchi suicidi hanno fatto 155 morti a Bagdad.

Se l'agenzia per sole donne sarà un successo, altre potrebbero aprire i battenti, ha detto Abdul Aziz Hassoun, capo della Lega delle banche private irachene.

"E' qualcosa di auspicabile, e non deve essere limitato alle città sante... forse altre banche copieranno questa iniziativa, se dovesse rivelarsi un successo", ha concluso Hassoun.

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