October 27, 2009 / 2:04 PM / 8 years ago

Calcio europeo non sfrutta potenziale Asia, dice consulente

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<p>Park Ji Sung, centrocampista sudcoreano del Manchester United.Jumana El Heloueh</p>

di Peter Rutherford

SINGAPORE (Reuters) - La grande fame di calcio dell'Asia offre ai club europei una enorme opportunità di crescita del proprio giro d'affari ma fin qui le squadre si sono limitate a flirtare con il miliardo di tifosi del continente. Lo ha detto il direttore della società di consulenza Football Asia.

Mentre le maggiori squadre inglesi come Manchester United e Liverpool avevano già visto nell'Asia una miniera d'oro, i loro sforzi per agganciare quel mercato hanno solo intaccato la superficie di quello che è il profitto potenziale, ha detto in un'intervista l'amministratore delegato Jon Collins.

"I club europei da tempo guardano all'Asia e ci flirtano. La vedono come una sorta di terra promessa, per l'enorme numero di tifosi che ci sono qui", ha aggiunto.

"Ma non hanno avuto un grande successo nel commercializzare (questa passione) e quando ci hanno provato, hanno ricevuto molte critiche".

La Confederazione asiatica del calcio ha espresso di frequente la sua preoccupazione sui tour promozionali fatti dalle squadre europee, soprattutto quando si accavallano a competizioni interne come la Coppa Asiatica.

Cattiva Luce

Collins ha confermato che spesso questi tour hanno messo i club in cattiva luce e che, quindi, l'intero approccio al mercato asiatico andrebbe ripensato, altrimenti si corre il rischio di perdere un'enorme opportunità.

"Loro arrivano, giocano un'amichevole, soggiornano in lussuosi hotel a cinque stelle, viaggiano in prima classe, si concedono ai flash dei tifosi per 10 minuti e tornano a casa con un sacco di soldi", ha detto Collins.

"Credo che questo sia il motivo per il quale la Confederazione ha criticato i club europei per le loro trasferte asiatiche. Non credo che questa fosse la loro intenzione, credo che semplicemente non sapessero com'era giusto comportarsi".

Football Asia, che è stata presentata ufficialmente giusto ieri, si offre come un ponte tra i club europei e l'Asia.

La società è stata già messa sotto contratto da squadre della Premier League inglese e della Serie A nel tentativo di trovare sponsor per la prossima stagione, così come da squadre in cerca di marchi asiatici per i loro viaggi ufficiali e altro.

Collins crede che, se trovare un buon sponsor per le divise è un buon inizio, i club dovrebbero concentrarsi sulle opportunità di espandere esponenzialmente il loro business attraverso i cosiddetti "micro-profitti".

"Le squadre si concentrano soltanto "sui frutti che stanno in basso", quelli che sono a portata di mano, il macro-guadagno, il contratto da 20 milioni di dollari per la distribuzione delle magliette, l'aereo di linea ufficiale, la birra ufficiale ecc....

"Ma il vero affare sarebbe quello di incassare un dollaro l'anno per ogni tifoso asiatico. O addirittura un dollaro al mese. Perché è verso questo tipo di micro-guadagno che si sta andando".

"Secondo alcune stime, in Asia ci sono almeno un miliardo di persone che seguono i match più importanti. Un miliardo di tifosi"

Mobile

Collins ha evidenziato come i "mobile services" siano un'area in cui le squadre europee potrebbero sviluppare partnership con società asiatiche, capaci di rendere un sacco di soldi.

"Credo che alle squadre non dispiacerebbe offrire contenuti specifici per il mercato asiatico e incassare una quota dei guadagni della compagnia telefonica. Questo tipo di micro-guadagno è quello al quale devono guardare", ha spiegato il manager.

"Ok, se quest'anno ricavi 20 milioni di dollari dalla vendita delle maglie ufficiali, nel caso ti vada particolarmente bene, l'anno prossimo magari riuscirai a fare 25 milioni di dollari. In termini reali, però, non si tratta di una crescita massiccia".

"Ma se i club cominciano a concentrarsi su micro guadagni, allora il potenziale può crescere a dismisura. E il calcio ha il potenziale per una crescita esplosiva", ha spiegato l'esperto.

La società di consulenza, inoltre, punta anche sulla qualità dei tornei in cui impegnare i club europei come un elemento chiave per le prossime tournee asiatiche -- portando il Manchester United ad affrontare il Liverpool, il Real Madrid a giocare col Barcellona, invece di avere partite in cui le squadre europee rifiliano otto gol a quelle locali.

"La ragione per cui questo schema non funziona è che è il modello commerciale a non funzionare. Bisogna sborsare cifre troppo alte per i club europei e le fonti di guadagno per rientrare delle spese sono limitate, perché le squadre, in genere, esigono sponsor e una quota dei diritti televisivi; così crediamo sia necessario insegnare alle squadre un approccio diverso".

"L'Asia vuole vedere grandi partite, ma queste ultime bisogna renderle accessibili e convenienti ai promoter locali e a quelli che partecipano al business", ha concluso il consulente.

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