22 ottobre 2009 / 16:42 / 8 anni fa

Roma, i Coen con film su ebrei Usa "non autobiografico"

<p>Joel ed Ethan Coen.Mark Blinch</p>

di Daniele Mari

ROMA (Reuters) - Un film personale ma non autobiografico. Si sono presentati così in sala stampa i fratelli Joel ed Ethan Coen, arrivati al Festival del Cinema di Roma con il loro "A Serious Man", accompagnati dal protagonista della pellicola Michael Stuhlbarg.

"E' un film che parla di una comunità ebraica del Minnesota, dove siamo nati. Di personale c'è certamente l'ambientazione, ma la storia assolutamente no. Non è un film autobiografico", ha chiarito Ethan Coen.

"E' ovvio che avevamo in mente la comunità dove siamo cresciuti. Volevamo fare un film sugli ebrei negli anni '60 e questo lo abbiamo chiarito subito, nel prologo (che infatti è interamente in yiddish)".

Il film, ricco di un umorismo tendente al pessimismo, è uscito da poco anche negli Stati Uniti, dove serpeggiava un po' di timore sull'accoglienza da parte delle comunità ebraiche del Mid West.

"Effettivamente - ha ammesso Joel Coen - ci aspettavamo che potesse suscitare anche delle reazioni negative. Quando descrivi in maniera specifica una comunità, soprattutto se religiosa, corri sempre il rischio di urtare la sensibilità di qualcuno. Ma, per il momento, non è successo".

"Anche perché gli ortodossi non vanno al cinema per cui non hanno reagito in nessun modo", ha scherzato Ethan.

Michael Stuhlbarg, attore di teatro e candidato al premio Tony, interpreta Larry Gopnik, professore di fisica in un'università del Mid West, alle prese con la richiesta di divorzio della moglie, un fratello nullafacente e dei figli irrequieti. L'uomo chiederà conforto e consiglio a tre rabbini diversi, senza ricevere però le risposte chiarificatrici che cercava.

"Quando feci il provino con i Coen - ha raccontato Stuhlbarg - era solo per il prologo e quindi ricevetti un copione in yiddish. Ovviamente, non parlando yiddish, non venni preso. Dopo cinque mesi mi hanno mandato l'intero copione. Ho riso molto leggendolo, ma trovo che il film sia molto vero".

Sull'influenza del cinema europeo su "A Serious Man" e sul loro modo di lavorare in generale, i Coen hanno tenuto a precisare che "senza dubbio il cinema europeo ha avuto un'influenza su di noi, guardandolo sin da bambini. Ma questo è un film decisamente americano".

L'umorismo dei due registi di Minneapolis suggerisce il paragone con Woody Allen, che, nel caso di "A Serious Man", i Coen allontanano decisamente: "Woody Allen ha una sensibilità decisamente newyorchese. La sensibilità delle comunità ebraiche del Mid West è sicuramente diversa e meno cosmopolita rispetto a quella degli altri americani. Noi siamo ebrei e forse un po' di pessimismo c'è. Ma non saprei come descriverlo", ha spiegato Joel Coen.

"Non ci ispiriamo a nessuno, nemmeno per il pessimismo. Certo, se Antonioni fosse nato a Minneapolis chissà come sarebbe andata", ha scherzato Ethan.

Sulla reazione del pubblico, infine, e sull'interpretazione del loro film, i fratelli Coen non sembrano porsi particolarmente il problema: "Non so se la gente lo vedrà come una commedia o come una tragedia. Noi quando facciamo un film cerchiamo di essere soprattutto veritieri nel racconto".

Di certo, però, c'è sicuramente la data di uscita del film. "A Serious Man", infatti, sarà nelle sale italiane dal 4 dicembre, come ha confermato Giampaolo Letta di Medusa Film. "Sarà il nostro film di Natale, una sorte di controprogrammazione rispetto ai consueti film natalizi".

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