October 21, 2009 / 2:05 PM / 8 years ago

Al Festival di Roma la strage di Marzabotto diventa film

5 IN. DI LETTURA

<p>L'attrice Maya Sansa.Jack Guez</p>

di Daniele Mari

ROMA (Reuters) - In attesa dei botti finali di domani, con i fratelli Coen, Meryl Streep e le sequenze inedite di "New Moon", oggi al Festival Internazionale del Film di Roma sono sbarcati i protagonisti de "L'uomo che verrà" di Giorgio Diritti. Il film, una produzione indipendente, racconta la storia di una bambina e della sua famiglia che tentano faticosamente di sopravvivere, alle pendici di Monte Sole, durante la Seconda Guerra Mondiale, e che si trovano a doversi misurare con un rastrellamento delle SS naziste senza precedenti, quello passato alla storia come "la strage di Marzabotto".

Giorgio Diritti, in conferenza stampa insieme ai protagonisti Maya Sansa, Alba Rohrwacher e agli esordienti Claudio Casadio e Greta Zuccheri Montanari (che interpreta proprio la bambina di otto anni), ha definito il suo film "storicamente molto attento".

"Abbiamo utilizzato sia i tanti testi relativi a quell'epoca, sia i racconti dei sopravvissuti. L'incontro con queste persone è stato assolutamente fondamentale, è stato come rifare il percorso di sofferenza insieme a loro", ha detto Diritti.

"Chi ha perduto 13-14 familiari ora vive con un senso di angoscia, anche perché un processo vero sui fatti di Marzabotto è stato fatto solo due anni fa. Certamente il film non può colmare 60 anni di vuoto, però magari può aiutare ad avere una memoria comune".

La pellicola, che uscirà nelle sale il 29 gennaio del 2010, è stata presentata in anteprima oggi a Roma, anche se "due persone che hanno assistito al processo di La Spezia lo hanno visto per darci una consulenza storica", ha puntualizzato Diritti.

Un Film Per Il Presente

"Alcuni sopravvissuti ci hanno già detto che non vorranno vederlo - ha spiegato il regista - perchè per loro sarebbe un calvario di dolore. Ma loro hanno già una cicatrice profonda, non hanno bisogno di alcun monito. Questo film è per noi".

La pellicola è stata girata tutta in dialetto bolognese, "una decisione che abbiamo preso a due settimane dall'inizio delle riprese", ha confermato lo stesso Diritti.

"Avevamo un fantastico insegnante, Giorgio Monetti, un sopravvissuto che è stato con noi sul set per tutto il tempo ed è stato di grande aiuto. E' stata una bella sfida imparare l'accento in poco tempo, ma ci siamo anche divertiti", ha raccontato Maya Sansa, attrice nata a Roma da madre italiana e padre iraniano.

"Abbiamo dovuto fare un grande lavoro per annullarci ed entrare totalmente in quei personaggi. La cosa più importante è stata senz'altro la fiducia che abbiamo riposto in Giorgio, che aveva visto in noi la possibilità di interpretarli", ha spiegato invece Alba Rohrwacher.

Per motivi diversi oggi era anche la prima volta degli altri due protagonisti del film. Greta Zuccheri Montanari, che ha interpretato il ruolo di una bambina che smette di parlare dopo aver perso il fratellino e vive, dopo che la mamma è rimasta incinta, nell'attesa di un nuovo fratellino e Claudio Casadio, attore teatrale di grande esperienza ma alla prima apparizione sul grande schermo.

"Teatro e cinema sono molto diversi. Ho dovuto sottrarre molto visto che sono un attore particolarmente intenso. Nella prima parte ho cercato di dar spazio soprattutto alla forza di un uomo che deve mantenere la sua famiglia. Nella seconda, invece, ha prevalso il dolore. La mia, poi, era una famiglia di braccianti romagnoli, quindi la vicenda della strage di Marzabotto la conoscevo perfettamente", ha spiegato Casadio.

Un Film Indipendente

Giorgio Diritti, che nel 2005 ha avuto grande successo con "Il vento fa il suo giro" e che è particolarmente noto nel circuito delle produzioni indipendenti, ha poi commentato le polemiche degli scorsi giorni, con il direttore di Rai Fiction Fabrizio del Noce che aveva definito "i registi di cinema, tranne qualche eccezione, dei mantenuti di Stato".

"Io credo che ogni tanto le persone parlino gratuitamente. L'educazione fa parte del futuro della società e la società evolve grazie alla cultura", ha risposto Diritti, che poi ha annunciato di avere in cantiere dei progetti legati alla diffusione del film nelle scuole, oltre che nelle zone colpite dalla tragedia.

"L'uomo che verrà" rappresenta l'ultimo film italiano in concorso al Festival di Roma, dal momento che "A serious Man" dei fratelli Coen, che verrà presentato questa sera in anteprima stampa, non è iscritto alla competizione.

Domani, infine, ultimo giorno di proiezioni, in attesa dei verdetti finali e delle premiazioni ufficiali, che si terranno nella giornata di venerdì. Alle 11:00 ci sarà la cerimonia relativa ai premi collaterali, alle 18:30, invece, ci sarà la consegna dei Marc'Aurelio d'Oro e verrà svelato il film che succederà, nell'albo d'oro, a "Resolution 819" di Giacomo Battiato, vincitore nel 2008.

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