17 ottobre 2009 / 13:10 / 8 anni fa

Cinema, George Clooney show al Festival del Film di Roma

<p>George Clooney e il regista Jason Reitman al Festival del cinema di Toronto.Mike Cassese</p>

di Daniele Mari

ROMA (Reuters) - E' ancora Hollywood ad essere protagonista al Festival Internazionale del Film di Roma. Dopo il calmo e serafico Richard Gere, che sarà ancora presente all'Auditorium nel pomeriggio per l'incontro con il pubblico, oggi è il giorno del ciclone George Clooney.

Una folla di giornalisti ha partecipato alla conferenza stampa dell'attore americano, che è in concorso con il film "Up in the air" ("Tra le nuvole") diretto da Jason Reitman. E' la storia di un cinico e disincantato tagliatore di teste che gira gli Stati Uniti in lungo e in largo licenziando dipendenti al posto di manager poco coraggiosi.

"La disoccupazione negli Stati Uniti è ormai un problema serio - ha commentato Clooney - e ce ne siamo accorti anche girando per il paese, andando a St. Louis o a Detroit".

"Se ho mai vissuto una situazione del genere? Ultimamente, a dire il vero, non sono stato licenziato molte volte - ha scherzato la star americana, che sembrava molto a suo agio durante la conferenza stampa -. Però, prima di fare l'attore, mi è capitato e spesso. Ho venduto polizze assicurative, anche scarpe da donna. Sono stato licenziato innumerevoli volte".

Seduto accanto al regista Jason Reitman, che torna a Roma dopo il successo del 2007 con "Juno", Clooney ha parlato, come prevedibile, non solo del film, anche se è stato risparmiato per quanto riguarda la sua vita privata.

"UN MEZZO ITALIANO" IN ABRUZZO PER NUOVO FILM

Un giornalista francese ha provato a stuzzicarlo sui temi di politica interna italiana -- in molti oggi hanno definito l'attore "un mezzo italiano" per la sua residenza a Como -- ma Clooney ha preferito eludere la domanda, parlando invece volentieri a parlare del film che sta girando, a fianco di Violante Placido, proprio in questo periodo in Abruzzo, nelle zone colpite dal terremoto.

"In questi giorni stiamo girando a Sulmona, che non è stata direttamente colpita dal terremoto, ma sono stato a L'Aquila durante il G8 e posso dire che è stato un vero disastro".

"Sembra che ci sia grande impegno in queste occasioni da parte di tutti - ha proseguito Clooney - come successo negli Usa con la tragedia di New Orleans, ma poi dopo un anno cominciano a calare i finanziamenti, a venir meno le raccolte di fondi. Il film che stiamo girando è anche modo per tenere quella zona sempre sotto i riflettori. Perché New Orleans, per esempio, benché ormai se ne parli poco è lontanissima dal ritorno alla normalità".

Inevitabile, poi, come già accaduto con Richard Gere, il commento sul premio Nobel al presidente Usa Barack Obama. Clooney, che si è definito "un sostenitore di Obama fin dall'inizio", ha detto di riporre "grandi speranze" nel presidente americano e di essere "fiero del paese che lo ha eletto".

"Quando gli Usa hanno cercato un grande - ha detto l'attore 48enne - lo hanno sempre trovato, come già successo con Roosvelt, con Kennedy. Non posso nemmeno immaginare dove sarebbe il mio paese senza Obama, che occupa un posto che nessuno sceglierebbe in questo momento".

Clooney, che sarà sul red carpet della capitale in tardo pomeriggio, ha poi spesso scherzato con il regista Jason Reitman, figlio di Ivan Reitman e già candidato all'Oscar nel 2008 con il film "Juno".

Il 32enne regista canadese ha detto di essere "davvero grato per aver ricevuto nuovamente l'invito per il Festival e per aver avuto la possibilità di venire qui a Roma" e si è detto "onorato di aver avuto la possibilità di lavorare con George Clooney".

"Quando sono andato a Como e gli ho presentato il copione non pensavo che George avrebbe accettato. Quello è stato uno dei giorni più belli della mia vita".

"Up in the air", che uscirà nelle sale italiane il 15 gennaio del 2010, sarà proiettato per il pubblico questa sera alle 19:30 e sarà preceduto da un altro appuntamento molto atteso: l'incontro con il pubblico di Richard Gere, fissato per le 18. In attesa di Meryl Streep, protagonista nella giornata di giovedì e premiata con il Marc'Aurelio d'Oro alla carriera, il Festival del cinema di Roma si riscopre sempre più hollywoodiano.

Tra domani e lunedì, invece, spazio al cinema italiano. Domani i protagonisti saranno Silvio Muccino, Carolina Crescentini e Sergio Castellitto. Lunedì, invece, grande attesa per il debutto come regista di Stefania Sandrelli, che presenterà insieme alla figlia Amanda il suo "Christine Cristina".

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