Al Festival del Cinema di Roma è il giorno di Richard Gere

venerdì 16 ottobre 2009 15:21
 

di Daniele Mari

ROMA (Reuters) - Dopo l'apertura di ieri dedicata alla guerra di Danis Tanovic, oggi al Festival Internazionale del Film di Roma è il gran giorno di Richard Gere, nella capitale per presentare il film fuori concorso "Hachiko: A Dog's Story", in uscita a Natale nei cinema italiani.

La pellicola, commovente riadattamento americano di un famoso racconto giapponese, parla della storia di Hachi, un cane di razza Akita, e dell'amicizia speciale con il suo padrone, un professore (Richard Gere) che il cane accompagna tutti i giorni alla stazione per poi aspettarne il ritorno.

"E' una storia molto semplice, ma con una potenza interiore davvero straordinaria. Ho letto due volte il racconto, e mi sono commosso in entrambe le occasioni. Credo che in questo film vi sia qualcosa di fortemente simbolico", ha detto Richard Gere in conferenza stampa, dove ha anche rivelato di aver sempre avuto e amato i cani, "forse uno dei motivi per cui ho voluto partecipare a questo film".

"Recitare con un cane è più o meno come recitare con i bambini - ha spiegato l'attore 60enne - . Se vuoi realizzare qualcosa di veramente spontaneo, allora è necessario non addestrare il cane in tutto e per tutto, ma riuscire a cogliere i momenti giusti mentre accadono naturalmente. Questo ha richiesto grande pazienza".

Il divo di Pretty Woman, durante l'incontro con i giornalisti, ha spaziato e si è soffermato su diversi temi, dal suo avvicinamento al buddismo, all'incontro con il Dalai Lama, fino all'assegnazione del premio Nobel per la pace al presidente Usa Barack Obama.

Sulla sua conversione al buddismo, Gere ha prima scherzato ("quanto dura questa conferenza stampa?") e poi ha raccontato di un avvicinamento "iniziato tra i 20 e i 30 anni" e che "mi ha profondamente cambiato la vita".

"Quando incontri personaggi come il Dalai Lama, riverito in ogni parte del mondo, eccezion fatta per il Partito Comunista Cinese, ne vieni sopraffatto. Hai l'impressione di avere a che fare con un grosso, gigantesco leone. E' stato così anche nel campo artistico, quando ho incontrato un gigante come Kurosawa".

Richard Gere non si è sottratto neanche alle domande sul premio Nobel per la pace ad Obama e, dopo aver chiesto ai giornalisti la loro opinione, ha commentato: "Sono molto positivo a riguardo. E' uno straordinario incoraggiamento e serve anche per ricordare al presidente Obama perché è stato eletto. C'è il rischio che, sedendosi su quella poltrona (la Casa Bianca), Obama possa diventare come gli altri presidenti. Questo premio serve per ricordargli che lui è stato eletto perchè è diverso".   Continua...

 
<p>Richard Gere, attore americano 60enne, uno dei protagonisti pi&ugrave; attesi al Festival Internazionale del Film di Roma. REUTERS/Hector Mata</p>