13 ottobre 2009 / 11:22 / 8 anni fa

Fame, Ue non replicherà contributo da 1 mld euro

ROMA (Reuters) - Il contributo straordinario da 1 miliardo di euro deciso nel dicembre 2008 dall‘Unione europea per contrastare la crisi alimentare mondiale non sarà replicato, mentre intanto i primi aiuti agricoli europei hanno cominciato a essere distribuiti in alcuni paesi.

Lo ha detto oggi un dirigente di EuropeAid, l‘agenzia della Commissione europea che gestisce i programmi di cooperazione esterna e la distribuzione di aiuti nel mondo.

“No, lo stanziamernto non sarà replicato, l‘Europa ha già dato”, ha detto a Reuters Roberto Ridolfi, responsabile dell‘unità che gestisce il budget per gli aiuti ai paesi in via di sviluppo in tema di crisi alimentare, a margine di una conferenza Fao sulla lotta alla fame.

“Quelli erano fondi adddizionali, spostati da altri capitoli di spesa Ue, che si sono aggiunti agli aiuti per la abituali. Ovviamente la Ue parteciperà invece a iniziative globali”.

L‘Unione europea, sommando i contributi di paesi membri e commissione, è il maggior donatore mondiale di aiuti.

Il 30 marzo 2009 la Commissione di Bruxelles ha dato il via al primo pacchetto di aiuti da 314 milioni di euro, destinati a una ventina di paesi, attuando così il piano da 1 miliardo di euro adottato dalla Ue a fine dicembre per la cosiddetta “food facility”, allo scopo di sostenere l‘agricoltura e migliorare la sicurezza alimentare nel mondo in via di sviluppo.

Il piano rappresentava una risposta alla crisi alimentare provocata dall‘impennata del prezzo del cibo tra il 2007 e il 2008.

A fine aprile è stata sbloccata la seconda tranche di fondi per 403 milioni, mentre per dicembre, ha detto Ridolfi, è fissato lo stanziamento di altri 112 milioni di euro. A inizio 2010 arriveranno gli ultimi 170 milioni.

“Il 15 maggio abbiamo firmato per i primi 200 milioni di euro. In alcuni paesi, come lo Zimbabwe, le cose stanno avanzando alla grande, sono stati già acquistati fertilizzanti, sementi e altri strumenti”, ha detto Ridolfi.

Oggi, nella seconda e ultima giornata della conferenza Fao “Come nutrire il mondo nel 2050”, Ridolfi ha proposto di ricorrere alla creazione di fondi equity per stimolare gli investimenti privati nella lotta alla insicurezza alimentare.

L‘alto funzionario europeo ha citato l‘esempio del Geeref (Fondo globale per l‘efficienza energetica e le energie rinnovabili), in cui l‘Unione stessa, la Germania e la Norvegia - che non fa parte della Ue - hanno messo 125 milioni di euro, con l‘obiettivo di investire in fondi infrastrutturali per la cosiddetta “energia pulita”.

“Si potrebbe fare una cosa simile per l‘agricoltura - ha detto Ridolfi - basato su quattro caposaldi: sviluppo, ambiente, aiuto ai paesi poveri e alle piccole imprese, che non riescono ad accedere a strumenti come i fondi”.

A garantire gli investitori, istituzionali o privati, sarebbe la presenza stessa dell‘Unione: come nel caso del Geeref, “se ci fossero perdite, saremmo i primi a coprirle”.

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