Clima, per Onu paesi ricchi devono sborsare più soldi

giovedì 8 ottobre 2009 17:16
 

di David Fogarty e Chisa Fujioka

BANGKOK (Reuters) - I Paesi più poveri si stanno impegnando perché l'accordo per la lotta al cambiamento climatico sia di ampio respiro, ma i loro sforzi sono sabotati dall'indisponibilità delle maggiori economie ad impegnarsi finanziariamente e a concedere un robusto taglio delle emissioni, hanno detto oggi le Nazioni Unite.

Il sostegno economico alle economie più deboli è un punto cruciale perché il prossimo dicembre, a Copenaghen, si arrivi ad un accordo solido sul clima, che rimpiazzi il Protocollo di Kyoto.

Le nazioni più povere chiedono soldi per poter far fronte agli effetti prodotti dal cambiamento climatico, come l'innalzamento del livello dei mari, e per passare ad un'economia verde in modo da ridurre la rapida crescita delle emissioni.

Non c'è ancora un accordo, però, sull'entità della cifra e su come gestirla.

"Ci dovrebbe essere uno scambio, bisogna che ci siano progressi sulla questione del finanziamento. Sennò, qual è il punto?", ha detto oggi ai reporter Yvo de Boer, direttore del Segretariato sul Cambiamento climatico delle Nazioni Unite, presente anche lui nella capitale thailandese.

Il dirigente Onu ha aggiunto che i Paesi in via di sviluppo hanno mostrato "un impegno molto costruttivo" per definire le parti di un nuovo accordo sui passi da compiere per ridurre le emissioni, l'adattamento, la tecnologia ed uno schema sponsorizzato dall'Onu che preveda crediti-premio per chi risparmi le foreste.

Le nazioni ricche, però, si sono messe di traverso.

"Finché non si vedrà qualcosa di concreto degli ambiziosi obiettivi dei Paesi industrializzati e non verrà stanziata una cifra cospicua, è davvero difficile che i negoziatori continuino a lavorare al processo in buona fede. E questo è il quadro a tinte fosche del momento in cui ci troviamo adesso".   Continua...