Unicef, un terzo di spose bambine del mondo vengono dall'India

martedì 6 ottobre 2009 18:03
 

MUMBAI (Reuters) - Oltre un terzo delle spose bambine di tutto il mondo provengono dall'India, dove il rischio di sfruttamento per i bambini resta molto elevato nonostante il benessere economico e la crescente modernizzazione del gigante asiatico.

Lo rivela un rapporto dell'Unicef.

Quasi 25 milioni di donne minorenni si sono sposate in India nel 2007, dichiara il rapporto pubblicato oggi, sottolineando che in India, Pakistan e Nepal i bambini possono fidanzarsi e sposarsi anche prima dei 10 anni.

Milioni di bambini sono inoltre obbligati a lavorare in condizioni pessime e nocive per la loro salute, e subiscono violenza e abusi sia fuori che dentro casa, riportando danni fisici e psicologici talvolta irreparabili, continua il rapporto.

"Una società non può prosperare se i suoi componenti più giovani sono obbligati a sposarsi prematuramente, subiscono abusi e sono privati dei diritti fondamentali", ha commentato la direttrice esecutiva dell'Unicef, Ann Veneman.

Nonostante la crescita del livello di alfabetizzazione e il divieto di far sposare i bambini, le tradizioni religiose mantengono viva questa pratica in India, Nepal e Pakistan, spiega il rapporto.

Oltre la metà delle spose bambine di tutto il mondo sono nell'Asia meridionale, dove si concentra anche la maggior parte delle nascite non registrate.

Solo il 6% dei bambini nati in Afghanistan e il 10% di quelli nati in Bangladesh sono stati regolarmente registrati tra il 2000 e il 2008, contro il 41% registrato in India.

Inoltre circa 44 milioni di bambini nell'Asia meridionale -- pari al 13% del totale -- sono costretti a lavorare.

Il traffico di bambini nel mercato del lavoro e della prostituzione è molto diffuso, soprattutto in Bangladesh e in India, continua il rapporto.

"E' stata data troppa poca enfasi alla protezione dei bambini vittime di traffiking", sostiene il rapporto.

 
<p>Gruppo di spose musulmane a Mumbai. REUTERS/Punit Paranjpe</p>