Ue vuole destinare 50 miliardi di euro alla ricerca energetica

lunedì 5 ottobre 2009 15:47
 

Di Pete Harrison

BRUXELLES (Reuters) - L'Europa lancerà questa settimana una campagna per triplicare i fondi per la ricerca energetica fino a otto miliardi di euro all'anno in una corsa tecnologica con Giappone e Stati Uniti, come indica una bozza del rapporto della Commissione Europea.

La ricerca sull'energia solare dovrebbe ottenere 16 miliardi di euro nei prossimi dieci anni e, con il contributo di circa 11 miliardi di euro, dovrebbero essere costruite fino ad un massimo di 30 "Smart Cities", le cosiddette città intelligenti rispettose dell'ambiente.

Almeno 50 miliardi di euro di fondi addizionali dovrebbero essere destinati nei prossimi dieci anni per lo sviluppo di nuove tecnologie che aiutino la Ue a raggiungere l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra dell'80% entro il 2050.

"Dobbiamo stimolare i nostri migliori cervelli per spingere indietro le frontiere della scienza per quanto riguarda materiali, chimica e fisica, nanotecnologia e biotecnologia, e per trovare vie nuove e migliori per produrre e consumare energia", si legge nella bozza del documento ottenuta da Reuters prima della divulgazione, prevista per mercoledì.

"Non possiamo sederci e aspettare che ci siano dei passi in avanti nei laboratori e che questi facciano autonomamente il proprio, spesso lungo e tortuoso, viaggio verso il mercato".

Il rapporto si riferisce in particolar modo alla quantità di fondi necessari, più che al modo con cui le aziende e i 27 paesi dell'Ue debbano reperirli.

Le precedenti proposte della Commissione per i finanziamenti ai progetti energetici, come i 4 miliardi di euro per l'"European Economic Recovery Plan", hanno fatto rapidi progressi quest'anno e sono ora alle ultime fasi del dibattito tra gli ambasciatori Ue.

Alcune aziende, come la tedesca E.On e la spagnola Gamesa, si aspettano di trarre importanti benefici da questi progetti.

La ricerca sull'energia eolica dovrebbe beneficiare di sei miliardi di euro nei prossimi dieci anni, quella sull'energia nucleare dovrebbe ottenerne sette, mentre la ricerca sull'energia dalle biomasse e altre forme di energia dovrebbe ottenere 9 miliardi di euro.

Altri 13 miliardi di euro, invece, dovrebbero essere garantiti all'innovativa tecnologia relativa alla "cattura e sequestro del carbonio", che indica il confinamento geologico dell'anidride carbonica prodotta da grandi impianti di combustione.