Clima, negoziati in stallo su obiettivi e finanziamenti

venerdì 2 ottobre 2009 13:15
 

di David Fogarty

BANGKOK (Reuters) - Gli sforzi per convincere i paesi ricchi ad adottare tagli più forti delle emissioni di gas a effetto serra non hanno prodotto molti progressi ai negoziati sui cambiamenti climatici in corso a Bangkok, dicono oggi le Nazioni Unite.

I delegati di 180 paesi sono riuniti nella capitale thailandese per cercare di ridurre le differenze sul modo in cui rafforzare la lotta al cosiddetto "climate change".

I colloqui, iniziati il 28 settembre e che dureranno fino al 9 ottobre, rappresentano la maggiore sessione negoziale prima dell'incontro dei ministri dell'Ambiente che si terrà a Copenaghen a dicembre per cercare di mettere a punto un nuovo patto globale che sostituisca quello di Kyoto.

"I progressi verso maggiori riduzioni delle emissioni da parte del mondo industrializzato restano deludenti nel corso di questi colloqui. Non vediamo un effettivo avanzamento", ha detto ai giornalisti Yvo de Boer, capo del Segretariato Onu per i cambiamenti climatici.

"Anche i progressi sui modi e i mezzi e le istituzioni per aumentare, gestire e investire i sostegni finanziari per le azioni sul clima in favore del mondo in via di sviluppo restano lenti".

La commissione sul clima delle Nazioni Unite dice che le nazioni ricche dovrebbero tagliare entro il 2020 le emissioni tra il 25 e il 40% rispetto ai livelli del 1990 per evitare pericolosi cambiamenti climatici. Ma la somma dei tagli che i paesi industrializzati si sono impegnati ad attuare resta ben al di sotto del livello indicato.

Molti paesi in via di sviluppo dicono che gli stati ricchi dovrebbero ridurre le emissioni del 40% entro il 2020, attribuendo loro la responsabilità di gran parte dell'immissione nell'atmosfera di gas a effetto serra - che provocano il riscaldamento del pianeta - a causa della combustione dei carburanti di origine fossile negli ultimi due secoli.

Le nazioni più povere chiedono anche fondi e tecnologie pulite per aiutarli a ridurre la crescita delle loro stesse emissioni.   Continua...

 
<p>Yvo de Boer, capo del Segretariato Onu per i cambiamenti climatici. REUTERS/Toru Hanai (JAPAN)</p>