Polanski rischia una condanna più dura oggi che nel '77

giovedì 1 ottobre 2009 10:00
 

di Alex Dobuzinskis

LOS ANGELES (Reuters) - Se il pubblico ministero di Los Angeles riuscisse a ottenere l'estradizione di Roman Polanski dalla Svizzera per affrontare il giudizio sulla vicenda del rapporto sessuale avuto con una 13enne, il regista rischierebbe una condanna più severa di quella che avrebbe ottenuto 30 anni fa.

Quando Polanski si dichiarò colpevole per il reato commesso nel 1977 - con l'accusa di aver approfittato della ragazza facendola bere champagne e somministrandogli sedativi - un accordo con l'ufficio del pubblico ministero di fatto l'avrebbe condannato a 42 giorni di carcere, quanti ne aveva già fatti.

Ma negli anni successivi l'atteggiamento verso i reati a carattere sessuale si è fatto più duro, e oggi l'opinione pubblica non appare dalla parte di Polanski.

"Potrebbe non vedere più la luce del sole se fosse portato in giudizio oggi, ma all'epoca, gli atteggiamenti erano un po' più rilassati", dice Stan Goldman, professore alla Scuola di legge Loyola di Los Angeles.

Nessun rappresentante istituzionale americano ha sostenuto pubblicamente la causa del regista de "Il Pianista" e di "Chinatown". Nei loro editoriali, i quotidiani "Los Angeles Times" e "New York Times" hanno chiesto che Polanski, 76 anni, sia giudicato.

L'imprenditore cinematografico Usa Harvey Weinstein e il regista Martin Scorsese hanno difeso Polanski, ma a Hollywood molti altri finora sono rimasti in silenzio.

Il capo della polizia di Los Angeles, Bill Bratton, ha detto ieri al canale radio KPCC che i sostenitori di Polanski tra la "élite di Hollywood" dovrebbero rivedere il proprio giudizio sull'uomo.

"Riportiamolo qui e gettiamolo carcere per i prossimi 20 anni, perché oggi c'è un minimo di 18-20 anni per sodomia, per aver sodomizzato una 13enne dopo averla drogata", ha detto Bratton.   Continua...

 
<p>Polanski in una foto d'archivio. REUTERS/Hannibal Hanschke (GERMANY)</p>