Olimpiadi, Michelle Obama a Copenaghen per sostenere Chicago

mercoledì 30 settembre 2009 14:46
 

di Paul Radford

COPENAGHEN (Reuters) - Michelle Obama è giunta oggi a Copenaghen, ed è la prima di una serie di dignitari attesi nella capitale danese per sostenere le quattro città rimaste in lizza per aggiudicarsi le Olimpiadi del 2016, in vista della votazione del Comitato internazionale olimpico (Cio) che venerdì chiuderà la partita.

La "first lady", che venerdì sarà raggiunta da suo marito, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, quando entrambi si uniranno alla delegazione americana giunta per sponsorizzare la candidatura di Chicago davanti al Cio, nelle prossime 48 ore dovrà già fare lobbying presso i membri del comitato.

Per oggi sono attesi anche il presidente brasiliano Luis Inacio Lula da Silva, a Copenaghen per sostenere Rio de Janeiro, e re Juan Carlos e il primo ministro spagnolo Jose Luis Zapatero, che faranno altrettanto per rafforzare la candidatura di Madrid.

Sarà a Copenaghen anche il primo ministro giapponese, il neoeletto Yukio Hatoyama, che si sta già dando da fare per sponsorizzare Tokyo.

Appena atterrata all'aeroporto, Michelle Obama non ha detto nulla ai giornalisti che l'attendevano ma è stata subito portata in centro, dove l'attendevano una serie di incontri programmati, parte della campagna a favore di Chicago.

Suo marito sarà il primo presidente americano in carica a tenere un discorso durante una riunione del Cio e sarà anche il più importante di una serie di uomini politici intervenuti in passato, come il primo ministro britannico Tony Blair (quattro anni fa), e il presidente russo Vladimir Putin (due anni fa), che hanno sponsorizzato le candidature di Londra per i Giochi del 2012 e di Sochi per le Olimpiadi invernale del 2014, entrambi vincitori.

Quella di Obama, però, è percepita come una visita insidiosa, soprattutto sotto il profilo della strategia politica, perché se è vero che il presidente ha tutto da guadagnare nel caso in cui Chicago dovesse spuntarla, ci potrebbero essere dei pericolosi contraccolpi se la "città ventosa" non ce la facesse.

Secondo molti osservatori, la gara per assegnare le Olimpiadi del 2016 è stata particolarmente combattuta e nessuna candidatura ha ottenuto un margine di vantaggio rilevante, anche se la presenza di Obama dovrebbe dare a Chicago qualche chance in più.   Continua...