29 settembre 2009 / 10:10 / 8 anni fa

La recessione può far bene alla salute

NEW YORK (Reuters) - Forse la crisi economica non fa bene alle vostre tasche, ma potrebbe avere un effetto positivo sulla vostra salute.

<p>Immagine d'archivio di tre donne che stanno fumando. REUTERS/Daniel Munoz (AUSTRALIA POLITICS BUSINESS)</p>

Lo rivela uno studio che ha analizzato la salute delle persone nei 20 anni prima, durante e dopo la Grande Depressione.

Alcuni ricercatori dell‘Università del Michigan hanno scoperto che l‘aspettativa di vita negli Usa è cresciuta di 6 anni tra il 1929 e il 1932, da 57 a 63 anni, sia per gli uomini che per le donne e indipendentemente dalla razza.

Anche il numero dei decessi dovuti a malattie, incidenti e mortalità infantile si è ridotto durante la Grande Depressione.

“Questa scoperta è importante ed è contraria a quanto ci si aspetterebbe”, ha commentato lo studioso Jose Tapia Granados dell‘Istituto di ricerca sociale dell‘università.

“La maggior parte delle persone crede che i periodi di elevata disoccupazione siano nocivi per la salute”.

Le scoperte -- pubblicate ieri sulla rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences -- confermano ricerche precedenti che mostravano una correlazione tra i periodi di recessione economica e miglioramenti nella salute riscontrati in diversi paesi.

Dallo studio -- che ha preso in esame il periodo compreso tra il 1920 e il 1940 -- è emerso che la salute della popolazione è generalmente migliorata nei quattro anni della Grande Depressione e nelle recessioni registrate nel 1921 e nel 1938.

Ma il tasso di mortalità è aumentato e l‘aspettativa di vita diminuita nei periodi di forte espansione economica, come nel 1923, nel 1926, nel 1929 e nel biennio 1936-37.

Lo studio non ha approfondito le ragioni di questa correlazione, ma, secondo Tapia Granados, una spiegazione potrebbe risiedere nel fatto che i periodi di espansione economica sono collegati ad una crescita di abitudini poco salutari come il fumo e il consumo di alcolici, oltre che ad un calo delle ore di sonno e ad un aumento dello stress.

“Nei periodi di crescita, le aziende sono molto affollate, e richiedono un grande impegno ai dipendenti, che lavorano per molte ore e a ritmi serrati. Questo può provocare stress, a sua volta associato ad un aumento del fumo e del consumo di alcolici”, ha spiegato in una nota.

Inoltre, nei momenti di ripresa economica, cresce anche il traffico, che corrisponde ad una crescita degli incidenti stradali, e gli incidenti sul lavoro mostrano una crescita simile, legata all‘aumento delle assunzioni di personale non esperto nei periodi di boom economico.

La crescita della produzione industriale e del traffico stradale provocano anche maggiore inquinamento, ha aggiunto Tapia Granados, e ci sono diversi studi che mostrano come le morti causate da problemi cardiaci tendano ad aumentare nei giorni in cui l‘inquinamento dell‘aria è particolarmente elevato.

Secondo Tapia Granados, durante le recessioni c’è meno da fare, così gli impiegati possono lavorare ad un ritmo più lento.

“C’è più tempo per dormire e, poiché la gente ha meno soldi, spende meno in alcol e tabacco”.

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