A Roma il 17 ottobre in piazza contro il razzismo

mercoledì 23 settembre 2009 16:50
 

Di Alberto Tundo

ROMA (Reuters) - Grande e plurale. Così Andreina Albano, responsabile della comunicazione del Comitato 17 Ottobre, ha descritto la manifestazione contro il razzismo che si terrà a Roma proprio il 17 del mese prossimo, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa.

Appuntamento che arriva mentre infuriano le polemiche sulla costituzionalità della politica dei respingimenti e dei centri di identificazione ed espulsione (Cie).

"A giudicare dalle adesioni che abbiamo già ricevuto, sono sicura che ci sarà una grande partecipazione, perché c'è una parte di questo Paese che è stanca del clima fetido di violenza contro i gay, le lesbiche e gli immigrati", ha detto la Albano.

La manifestazione è stata organizzata nel corso di un'assemblea tenutasi lo scorso 25 luglio a Roma, alla quale hanno partecipato 200 rappresentanti di associazioni di volontariato laiche e cattoliche, centri sociali, comitati civici e sindacati.

Un universo policromo, come quello delle sigle che hanno già aderito e che saranno presenti nel corteo che partirà da piazza della Repubblica alle 14,30; si va dai Cobas a Pax Christi, dai Beati costruttori di pace ad associazioni anarchiche, passando per Legambiente, Emergency, Arci e Libera. Accanto ai Padri comboniani sfilerano anche circoli del Partito della Rifondazione comunista e dei Comunisti italiani. E tante associazioni si stanno ancora iscrivendo tramite il sito www.17ottobreantirazzista.org.

Molto articolata la piattaforma programmatica elaborata dal comitato, in cui l'allarme del razzismo dilagante si accompagna a un'analisi impietosa delle conseguenze sociali della crisi economica.

"La crisi non risparmia nessuno - ha detto Abou bakar Soumahoro, portavoce del comitato organizzatore - i licenziamenti sono sotto gli occhi di tutti e colpiscono indistintamente italiani ed extracomunitari. Il problema, però, è che alla luce della Bossi-Fini, lo straniero che perde il lavoro, perde subito dopo la casa e quindi il diritto di restare in Italia".

Per questo gli organizzatori, con la manifestazione del 17 ottobre, oltre a rabadire un no convinto al razzismo, chiederanno al governo la rottura del legame tra il permesso di soggiorno e il contratto di lavoro, di concedere una regolarizzazione generalizzata per tutti gli extracomunitari, l'abrogazione del pacchetto sicurezza, la fine dei respingimenti e la chiusura dei Cie.

Netta la critica al governo, accusato di aver dato vita ad un "razzismo istituzionale" ma nessuno sconto all'opposizione: "Non dimentichiamoci - ha detto Soumahoro - che i primi accordi bilaterali con la Libia li ha firmati il governo Amato". Intanto, il Partito democratico e l'Italia dei valori, pur non avendo ancora aderito ufficialmente, hanno garantito la loro partecipazione.

Nonostante Soumahoro abbia più volte precisato che la manifestazione non è partitica, si tratta - come evidenziato da Renato Scarola di Socialismo rivoluzionario - della prima vera prova di unità della sinistra e della prima grande manifestazione contro il governo, almeno secondo le aspettative degli organizzatori, che infatti vorrebbero che il punto d'arrivo del corteo fosse piazza San Giovanni. Un luogo simbolo per la sinistra italiana ma anche uno spazio capace di contenere centinaia di migliaia di persone.