Crisi, in Italia pessimismo e rinunce, ma no disagi psicologici

martedì 22 settembre 2009 13:52
 

di Silvia Molteni

MILANO (Reuters) - La crisi economica in Italia ha generato un livello di pessimismo piuttosto alto, con tagli alle spese consistenti, ma incide poco sulla salute psicologica della popolazione.

E' quanto emerge da uno studio condotto in 22 paesi dal gruppo Win - network che raggruppa i più importanti istituti indipendenti di ricerche di mercato in tutto il mondo (per l'Italia Doxa) - che analizza i diversi ambiti economici toccati dalla crisi e indaga sugli effetti psicologici prodotti nei cittadini.

In generale dalla ricerca emerge che Brasile, Canada e India sono i paesi che risentono meno della crisi, nei quali il livello di ottimismo è superiore o uguale alla media e anche i tagli alle spese e le conseguenze psicologiche sono più contenuti. I più colpiti sono invece Francia, Giappone, Messico, Argentina e Islanda.

Per quanto riguarda i disturbi psicologici, solo il 35% degli italiani dichiara di averne sofferto come conseguenza della recessione: il 26% sostiene di aver subito stress, il 23% stati di ansietà, il 18% dichiara di aver sofferto di disturbi del sonno e il 10% di stati di depressione.

Si tratta di percentuali ben più basse di quelle riscontrate negli altri paesi presi in esame, dove è oltre la metà (il 54%) degli intervistati ad affermare di aver sofferto di almeno uno dei quattro disturbi.

I più colpiti psicologicamente dalla congiuntura economica, emerge dallo studio, sono giapponesi, russi, libanesi, statunitensi e messicani. Nel paese del Sol Levante, in particolare, ne ha risentito il 62%.

PESSIMISMO E TAGLI ALLE SPESE

In generale, il 49% degli italiani è convinto che la situazione economica dell'Italia rimarrà invariata nei prossimi tre mesi, mentre il 31% ritiene che peggiorerà. Solo il 17% degli intervistati è ottimista e convinto che le condizioni finanziarie del paese miglioreranno.   Continua...

 
<p>L'interno di un centro commerciale. REUTERS/Mike Theiler</p>