Salute, influenza può provocare infarti, ma il vaccino protegge

martedì 22 settembre 2009 11:44
 

WASHINGTON (Reuters) - L'influenza può provocare attacchi di cuore e potrebbe spiegare l'aumento di decessi tra il 35 e il 50% per disfunzioni cardiache durante le stagioni influenzali.

Lo hanno riferito alcuni ricercatori britannici, precisando che se però un normale vaccino può impedire queste morti, purtroppo le persone che ne avrebbero bisogno e riescono a procurarselo sono meno della metà in Gb.

"Noi riteniamo che il vaccino per l'influenza dovrebbe essere consigliato caldamente, in certi casi, ad esempio a persone che abbiano problemi cardiovascolari", spiegano Charlotte Warren-Gash dell'University College of London e i colleghi che hanno pubblicato un articolo sul Journal Lancet of Infectious Diseases.

"C'è bisogno di ulteriori conferme che i vaccini possano ridurre i rischi di attacchi cardiaci in persone in cui non siano state diagnosticate patologie di natura cardiovascolare", precisano gli studiosi.

Warren-Gash e i suoi colleghi hanno passato in rassegna 39 studi condotti tra il 1932 ed il 2008 sui possibili legami tra l'influenza e gli attacchi di cuore.

Tutti quelli che hanno riguardato intere popolazioni hanno mostrato una crescita delle morti dovute a disfunzioni cardiache o ad attacchi di cuore nei periodi in cui si registravano virus influenzali.

Le influenze stagionali uccidono tra le 250-500mila persone ogni anno, una cifra che gli esperti hanno ottenuto prendendo in esame le morti per influenza certe all'interno di una piccola area, contando il numero di morti in più durante i periodi di epidemia influenzale all'interno di comunità più vaste e consolidando i due dati.

Il team di Warren-Gash ha scoperto che il numero dei morti per attacchi di cuore, nei periodi epidemici, supera la media per un valore che oscilla tra il 35 e il 50%.

Quattro studi su otto hanno mostrato che le persone sottoposte ad un vaccino anti-influenzale avevano meno probabilità di soffrire di un attacco cardiaco.

Ma nel Regno Unito, l'anno scorso si è vaccinato soltanto il 47% delle persone che soffrono di malattie cardiache croniche, asma, diabete o altre patologie che le rendono esposte all'influenza.

In tutto il mondo adesso c'è la corsa per procurarsi il vaccino contro l'influenza pandemica H1N1, detta impropriamente anche "febbre suina", e le persone con problemi cardiaci cronici dovrebbero essere le prime ad ottenerlo.

 
<p>Un dottore somministra un vaccino. REUTERS/Eric Gaillard (FRANCE HEALTH)</p>