Aziende indiane di high tech tutelano sicurezza con paramilitari

lunedì 21 settembre 2009 10:35
 

MUMBAI (Reuters) - Quando Infosys Technologies, seconda più grande azienda indiana di hi tech, ha assoldato corpi paramilitari per proteggere il suo quartier generale in crescita a Bangalore, qualche osservatore può aver pensato che abbia esagerato.

Ma dopo gli attentati dello scorso anno a Mumbai, gli esportatori indiani di software hanno potenziato le misure di sicurezza, preoccupati che i militanti possano prender di mira i loro quartieri generali come simbolo del successo economico del Paese e come deterrente per gli investitori stranieri.

A ingaggiare gruppi paramilitari ben armati sono principalmente aziende della Silicon Valley indiana, a Bangalore, centro nevralgico di un settore nazionale da 60 miliardi di dollari che gestisce servizi che variano dai codici software, alle reti informatiche ai call center.

"Le aziende hi tech indiane sono le portabandiera della crescente economia della conoscenza. Questo le rende obiettivi 'di alto valore economico con un'identità globale'", dice Manoj Vohra, direttore della ricerca alla divisione indiana della Economist Intelligence Unit.

"Qualsiasi assalto contro di loro colpirebbe non solo gli interessi commerciali dell'India ma sarebbe anche un messaggio che viaggerebbe rapidamente a livello globale".

Quotata al Nasdaq, Infosys Technologies è diventata il mese scorso la prima azienda privata ad aver ingaggiato la Central Industrial Security Force (Cisf), gruppo paramilitare addestrato dalle forze governative, per far la guardia alla sua sede di Bangalore, che conta circa 20.000 dipendenti. Oltre 80 aziende, tra cui l'azienda hi tech Wipro, sono tra i potenziali candidati ai servizi di protezione Cisf.

Gli attentati di Mumbai hanno indotto il governo a estendere i servizi di Cisf, addestrata per proteggere infrastrutture critiche come aeroporti, impianti energetici, aziende private in modo da rassicurare gli investitori.

La mossa ha segnato una svolta nel ruolo delle agenzie governative nella protezione del settore privato che è stato motore trainante della crescita dell'India. Il settore dei servizi, dei quali le aziende hi tech sono parte principale, produce circa il 5% del prodotto interno lordo indiano.

"E' chiaro, anche un incidente minore a queste aziende può avere un impatto sulle loro attività e di conseguenza sull'economia indiana", dice Apurva Shah, capo della ricerca dell'agenzia di brokerage Prabhudas Lilladher.

"Se i clienti sono nervosi nel visitare la sede di Infosys per via di timori per la sicurezza, è chiaro che questo avrà implicazioni più vaste sull'intera economia", ha aggiunto.

 
<p>Un ingegnere lavora nella sede di Infosys Technologiesa Bangalore. REUTERS/Pawel Kopczynski</p>