Virus portato da zanzara africana minaccia Italia e Occidente

sabato 19 settembre 2009 11:35
 

di David Morgan

WASHINGTON (Reuters) - Gli Stati Uniti e l'Europa si trovano di fronte a una nuova minaccia sanitaria rappresentata da una malattia portata da una zanzara assai più fastidiosa del virus del Nilo occidentale arrivato un decennio fa in Nord America. Lo ha riferito un esperto Usa ieri sera.

Il virus Chikungunya si è diffuso al di fuori dell'Africa a partire dal 2005, provocando epidemie e vittime in India e nell'isola francese di Reunion. E' stato anche localizzato in Italia, dove ha iniziato a diffondersi localmente, e in Francia.

"Siamo molto preoccupati", ha detto il dottor James Diaz, del Centro Scienze della Salute dell'Università della Louisiana, a un incontro su linee aeree, aeroporti e trasmissioni di malattie patrocinato dal Consiglio Nazionale per la Ricerca Usa.

"A differenza di quanto avviene con il virus del Nilo occidentale, dove 9 persone su 10 non hanno sintomi, o possono avere un lieve mal di testa o torcicollo, se si prende il Chikungunya ci si ammala", ha dichiarato.

"La malattia può essere fatale. E' una malattia grave", ha aggiunto Diaz. "Non c'è vaccino".

L'infezione da Chikungunya provoca febbre, mal di testa, spossatezza, nausea, vomito, dolori muscolari, eruzioni cutanee e dolori articolari. I sintomi posso durare per alcune settimane, ma ci sono anche ammalati che hanno avuto dolori articolari invalidanti e artrite che è durata per mesi.

La malattia è stata scoperta per la prima volta nel 1952 in Tanzania.

Il virus potrebbe diffondersi globalmente ora perché viene portato dalla zanzara tigre asiatica, che si trova in Asia, Africa, Europa, nelle Americhe, in Australia e in Nuova Zelanda.

Le autorità sanitarie sono molto preoccupate dalle comparsa del virus Chikungunya nelle isole dell'Oceano Indiano -- Mauritius, Seychelles e Reunion -- molto frequentate dai turisti europei.

 
<p>Un operatore impegnato in una disinfestazione per combattere una epidemia di Chikungunya nell'isola di Mauritius. REUTERS/Nita Bhalla</p>