18 settembre 2009 / 11:24 / tra 8 anni

Scienza, il Sole può colpire la Terra anche nella fase di quiete

SINGAPORE (Reuters) - Il Sole può frustare la Terra con venti potenti capaci di interrompere le comunicazioni, l‘attività di aviazione e la corrente elettrica anche quando si trova in una fase di quiete del suo ciclo di 11 anni, dicono gli scienziati americani.

Gli specialisti addetti all‘osservazione del Sole usano tradizionalmente il numero di macchie solari presenti sulla sua superficie per misurarne l‘attività. Il numero di queste macchie raggiunge l‘apice durante quello che è chiamato “massimo solare”, per poi diminuire progressivamente nel corso del ciclo.

Durante i picchi di attività, intense fiamme solari e tempeste geomagnetiche eruttano grandi quantità di energia nello spazio, energia che si schianta sui campi magnetici che proteggono la Terra, abbattono satelliti, interrompono le comunicazioni e provocano aurore colorate.

Ma gli scienziati del National Center for Atmospheric Research degli Stati Uniti e della University of Michigan hanno scoperto che l‘anno scorso la Terra è stata colpita da forti venti solari nonostante il Sole non si trovasse in una fase di insolita quiete.

“Il Sole continua a sorprenderci” ha detto Sarah Gibson del Center’s High Altitude Observatory e principale autrice dello studio. “Il vento solare può colpire la Terra come un getto di fuoco anche quando di fatto non ci sono macchie sulla superficie”.

Gli scienziati fino ad ora erano convinti che i flussi di energia scomparissero con il graduale avvicinarsi del Sole al suo minimo di attività.

La Gibson e il suo team, di cui fanno parte anche scienziati della Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration) e della Nasa, hanno confrontato le rilevazioni dell‘attuale intervallo di minimo solare, fatte nel 2008, con quelle dell‘ultimo minimo, rilevate nel 1996.

Hanno scoperto così che nonostante l‘attuale minimo si distingua per il minor numero di macchie degli ultimi 75 anni, l‘effetto delle radiazioni solari sulla cintura esterna della Terra sono stati tre volte più grandi l‘anno scorso che nel 1996.

La ricerca, pubblicata sull‘ultimo numero del Journal of Geophysical Research, ha scoperto che la prevalenza di correnti ad alta velocità durante il minimo del 2008 sembrerebbe essere legata all‘attuale struttura del Sole.

Con la diminuzione delle macchie solari, grossi buchi sono apparsi sulla sua superficie in corrispondenza del suo Equatore.

Le correnti ad alta velocità che fuoriescono da questi buchi hanno ingolfato la Terra durante il 55% del periodo esaminato nel 2008, contro un 31% del periodo analizzato nel 1996.

Una singola corrente di particelle caricate può durare dai sette ai 10 giorni, rivela lo studio.

“Le nuove osservazioni stanno cambiando la nostra comprensione di come gli intervalli di quiete solare si ripercuotano sulla Terra e del come e del perché ciò potrebbe cambiare da ciclo a ciclo”, spiega la co-autrice Janet Kozyra della University of Michigan.

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