Influenza H1N1, Paesi Ue potrebbero dividersi i vaccini

martedì 15 settembre 2009 18:21
 

LONDRA (Reuters) - I Paesi europei potrebbero dividersi il vaccino contro la cosiddetta influenza suina, la H1N1, secondo un piano della Commissione che prevede la ridistribuzione tra gli Stati delle scorte limitate.

La scoperta che per la maggior parte delle persone è sufficiente una dose del vaccino antinfluenzale invece di due, significa che alcuni governi, quelli che hanno ordinato le scorte per primi, potrebbero avere vaccini in eccedenza mentre altri rischierebbero di non averne a sufficienza o addirittura non averne affatto.

L'esecutivo dell'Unione Europea ha detto che Bruxelles incoraggerà " un approccio comune per la divisione (del prodotto) tra i Paesi e una vendita all'interno dell'Unione su base volontaria ".

Alcuni Stati hanno giù inserito, nei contratti con le case produttrici, clausole che prevedono la vendita del prodotto non utilizzato ad altri Paesi.

"Abbiamo bisogno di restare vigili e di coordinare le nostre strategie per rispondere alla pandemia nei mesi che verranno", ha detto in una dichiarazione ufficiale la Commissaria europea alla Sanità, Androulla Vassiliou.

La Commissione ha inoltre proposto un meccanismo di approvvigionamento comune per i Paesi che ordinino i vaccini, dal momento che questo potrebbe portare ad economie di scala, nonostante l'obiettivo immediato sia quello di raggruppare tutti gli ordini nazionali.

Il nuovo ceppo influenzale H1N1, dichiarato pandemico l'11 giugno, stando alle stime dell'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) rischia di infettare due miliardi di persone.

Ma, a causa della limitata capacità produttiva, si sa già che sarà possibile produrre un quantitativo di vaccini sufficiente solo per proteggere una piccola parte delle persone che quest'anno sono a rischio.

Eppure, Paesi che hanno fatto scorte in anticipo possono trovarsi ad avere antidoti in eccesso. La Gran Bretagna, ad esempio, ne ha ordinato un quantitativo tale da poter assicurare due dosi all'intera popolazione.

"C'è un certo malumore tra gli altri governi Ue per il fatto che Londra sia riuscita ad assicurarsi i primi stock di vaccino, grazie agli accordi d'acquisto in anticipo", ha detto ieri ai giornalisti Robert Dingwall dell'Università di Nottingham.

I maggiori produttori del vaccino come GlaxoSmithKline, Sanofi-Aventis, Novartis, CSL e Sinovac hanno scoperto che il prodotto garantisce una buona protezione dalla H1N1 già dopo una dose, smentendo le previsioni secondo cui ne sarebbero occorse due.

 
<p>Una dose di vaccino. REUTERS/Eric Gaillard</p>