Venezia, Leone d'Oro all'israeliano "Lebanon"

sabato 12 settembre 2009 23:50
 

di Roberto Bonzio

VENEZIA (Reuters) - Con "Lebanon", toccante dramma che rievoca una sua personale esperienza di guerra, il regista israeliano Samuel Maoz ha vinto stasera il Leone d'Oro per il miglior film alla 66esima Mostra Internazionale del Cinema, conclusa con due premi ad attrici italiane.

Il Leone d'Argento per la miglior regia è andato all'iraniana Shirin Neshat per "Women Without Men". Mentre la giuria presieduta da Ang Lee ha assegnato il Premio speciale della giuria al tedesco di origine turca Fatih Akin, per il divertente "Soul Kitchen".

Il filippino Pepe Diokno ha conquistato con "Engkwentro" il premio nella sezione Orizzonti e quello per la miglior opera prima.

La Coppa Volpi di miglior interprete maschile è andata a Colin Firth per "A Single Man", opera prima dello stilista Tom Ford. Quella per la miglior interprete femminile invece a Xenia Rappoport per "La doppia ora", di Giuseppe Capotondi. Mentre Jasmine Trinca ha vinto Il Premio Speciale Marcello Mastroianni di miglior attore emergente per "Il grande sogno" di Michele Placido.

L'Osella d'Oro di miglior scenografia è andata a Sylvie Olivè per "Mr. Nobody" del belga Jaco Van Dormael, quella per la miglior sceneggiatura all'americano Todd Solondz per il suo "Life During Wartime".

Su "Lebanon", che aveva ottneuto consensi unanimi alle proiezioni per stampa e pubblico, i giudizi sono stati concordi, secondo quanto ha rivelato il presidente della giuria Ang Lee. "Un lavoro incredibile... sul Leone d'Oro non c'è stata discussione", ha detto Lee a proposito del film in cui Maoz, all'esordio alla regia, è riuscito a portare sullo schermo il trauma vissuto in guerra, che ha richiesto 25 anni per "decantare" e trasformarsi da incubo in opera d'arte.

Incredulo per i due premi ottenuti il filippino Diokno, che ha confessato di aver girato sino a tre mesi fa ed esser arrivato sul punto di mollare tutto. "Mi pizzicate, per favore?" ha chiesto, convinto di star sognando.

Jasmine Trinca dal canto suo ha espresso solidarietà a Placido, regista del suo film al centro di polemiche con esponenti politici, prima che a lui come persona a lui "come artista che esprime libertà di espressione", dichiarando il proprio sdegno per le polemiche.

Xenia Rappoport miglior attrice ha invece detto di sperare che il premio a lei sia d'impulso per il successo del film di Capotondi, altro esordiente. Mentre Colin Firth ha raccontato la difficoltà di interpetare il suo personaggio omosessuale nel film di Tom Ford. E per tre volte ha fatto finta di non capire la domanda di una giornalista "sui deliri femminili che suscita"... senza rispondere.

"Vorrei la facessero a me questa domanda", ha scherzato Ang Lee.

 
<p>Il regista israeliano Samuel Maoz. REUTERS/Alessandro Bianchi (ITALY ENTERTAINMENT)</p>