Venezia: Makhmalbaf iraniana "nomade" ma ottimista

sabato 12 settembre 2009 15:02
 

di Roberto Bonzio

VENEZIA (Reuters) - Dopo le violenze seguite alle contestate elezioni in Iran, che hann consolidato il regime di Mahmoud Ahmadinejhead, ha dovuto lasciare il Paese. Portando a Venezia il suo "Green Days", a lungo applaudito ieri in Sala Grande, raccontando le speranze poi deluse della stagione "verde", facendo largo uso di immagini riprese con videofonini da persone diverse durante le manifestazioni e gli scontri.

Hana Makhmalbaf, giovane regista iraniana, nel suo Paese ora non può tornare, eppure quella speranza per lei non è tramontata. "Dopo le elezioni tante cose sono cambiate in Iran. Molti sono stati arrestati, torturati tenuti in ostaggio dal loro stesso governo. Io sono una di quegli iraniani che se ne sono dovuti andare. Molti sono diventati nomadi nel mondo. Ma spero che la situazione migliorerà", ha detto a Reuters la regista, premiata ieri con il "Bisato d'Oro" uno dei premi a margine della 66a Mostra Internazionale del Cinema, che si chiude stasera con la consgna dei Leoni.

Nel suo Paese, dice, il regime "crede che viviamo all'età della pietra, che non si possa comunicare, e tenta di mettere pressione sugli iraniani" prendendosela con persone innocenti.

"Come si è visto nel film, la gente usa l telefonini e diffonde le immagini. In quest'era di Internet, qualsiasi cosa faccia il governo non può impedire alla gente di far uscire informazioni, non possono fermare il movimento del popolo in Iran".

La regista si dice comunque ottimista per il futuro, perché "per fortuna la storia ha insegnato la sorte di dittatori fascisti come Hitler o Saddam (Hussein) e ha mostrato la lotta dei popoli per la libertà e la democrazia. Per Ahmadinejhead arriverà la fine ed è per la libertà che stiamo combattendo". Anche se lei per ora resta una "nomade" e nel suo Paese, se tornasse, sarebbe subito arrestata.

"Dopo le elezioni tante cose sono cambiate in Iran. Molti sono stati arrestati, torturati tenuti in ostaggio dal loro stesso governo. Io sono una di quegli iraniani che se ne sono dovuti andare. Molti sono diventati nomadi nel mondo. Ma spero che la situazione migliorerà".

 
<p>Hana Makhmalbaf. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>