Venezia: aspettando i Leoni, il bilancio di Morando Morandini

sabato 12 settembre 2009 17:33
 

di Roberto Bonzio

VENEZIA (Reuters) - Una Margherita Buy da Coppa Volpi come miglior interprete femminile, una grossa delusione con il film di Tornatore e due sorprese positive, "Videocracy" di Erik Gandini e il sottovalutato "The Road" di John Hillcoat.

Questo un primo bilancio sui film visti alla 66a Mostra Internazionale del Cinema di Venezia - che si chiude stasera con la consegna dei premi - tracciato per Reuters da Morando Morandini, decano dei critici cinematografici italiani ed autore dell'omonimo dizionario del cinema (Zanichelli).

"Per alcuni anni ho considerato Giuseppe Tornatore il più americano dei registi italiani. Ma è un fondista che ha bisogno di tempo per raccontare", dice Morandini. "In 'Baarìa' ha dato la sensazione di aver concertato in due ore e mezza un film che voleva più lungo, schiacciandolo in tanti sketch che tolgono sapore a una rievocazione ambiziosissima".

Per il critico, "Lo spazio bianco" di Francesca Comencini è il migliore dei film italiani visti in concorso, con una tormentata Margherita Buy che meriterebbe il premio di miglior protagonista femminile.

Ma Morandini non risparmia una nota polemica nei confronti del festival, sostenendo che a quanto gli risulta, uno dei film italiani più importanti della stagione, "L'uomo che verrà" di Giorgio Diritti, sarebbe stato escluso dai quattro in gara a soli due giorni dalla presentazione del programma per far posto ad un'altra pellicola, cedendo alle pressioni di una casa di distribuzione. Affermazione che Reuters non ha potuto verificare.

Apprezzati dal critico, tra le altre pellicole italiane non in corsa per i Leoni, "Cosmonauta" di Susanna Nicchiarelli, e "Tris di donne e abiti nuziali", di Vincenzo Terracciano. La 66a Mostra, dice Morandini ha avuto però troppe pellicole in concorso, 25, in alcuni giorni addirittura 4, una scelta che spiazza chi dovrebbe vederli e valutarli, "adeguata allo stile dei giornali, dove ormai lo spazio dei critici sono relegati in 40 righe in paginate intere dedicate al colore", osserva polemico.

Morandini non si sbilancia in previsioni sui Leoni ma svela che tra i film di Venezia che segnalerà come "da vedere" sul suo dizionario, ci saranno oltre a quelli di Stone, Moore e Comencini, "Life During Wartime" (Todd Solondz), i due di Werner Herzog ("Bad Leutenant: Port of Call New Orleans" e "La Bohème"), "Lourdes" di Jessica Hausner, "Persécution" di Patrice Chéreau e "Lebanon" di Samuel Maoz, che alcune voci alla vigilia al Lido danno come possibile vincitore del Leone d'Oro.

Tra i migliori interpreti visti a Venezia, possibili candidati alla Coppa Volpi, Morandini indica Romain Duris ("Persécution") e il bravo Colin Firth ("Single Man", film d'esordio dello stilista Tom Ford). Segnalando in campo femminile, oltre alla Buy, Isaelle Huppert ("White Material" di Claire Denis).

Nelle valutazioni generali, consolidato, osserva Morandini, il ruolo di film di genere dei documentari lungometraggi, con film come "Capitalism: a Love Story" di Michael Moore e "South of the Border" di Oliver Stone, che presto saranno nelle sale. Un genere che a Venezia ha visto apprezzabili lavori italiani, dice, come "Negli occhi", di Danele Anzellotti e Francesco Del Grosso, su Vittorio Mezzogiorno, con la partecipazione della figlia Giovanna, confermatasi ottima attrice, secondo Morandini. Convinto ancora una volta che nel cinema italiano, attori e attrici siano in media un gradino più su rispetto a registi e sceneggiatori. Con elogi a Venezia per Filippo Timi ("La doppia ora" di Giuseppe Capotondi) e Jasmine Trinca ("Il grande sogno" di Michele Placido).

 
<p>Maria Grazia Cucinotta, la madrina di quest'edizione della Mostra del cinema di Venezia. REUTERS/Tony Gentile</p>