Venezia, brividi in 3D per teenager firmati Joe Dante

venerdì 11 settembre 2009 16:43
 

di Roberto Bonzio

VENEZIA (Reuters) - Non aprite quella porta. Anzi, quella botola. Che dà su una voragine senza fondo. A trovarla, nel seminterrato della loro nuova casa, due ragazzi ed una giovane vicina che scopriranno che quel buco darà forma ai loro peggiori incubi, costringendoli ad affrontare le proprie paure. Condivise con gli spettatori, trasportati in quel mondo grazie agli effetti tridimensionali.

Con "The Hole", stasera fuori concorso alla 66esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, che si chiude domani con la consegna dei Leoni d'Oro, l'americano Joe Dante (L'ululato, Gremlins 1 e 2, Small Soldiers) , a Venezia anche membro della giuria presieduta da Ang Lee, si conferma maestro dell'horror per ragazzi, regalando ancora una volta brividi quasi anemici, senza l'ombra di splatter.

In uscita in Italia nella primavera del prossimo anno, "The Hole" è l'ennesimo percorso di sfida alle proprie ossessioni che richiede ai teenager di affrontarle in un percorso di crescita e maturazione. Pochi effetti "in uscita", di quelli che danno la sensazione di venire colpiti da oggetti che sembrano uscire dallo schermo. La tridimensionalità è tutta nello spessore dato agli scenari da incubo, in cui si sprecano citazioni, con riferimenti al surrealismo ed all'espressionismo.

"Ricevo molte sceneggiature di questo genere e spesso non sono buone. Questa invece è insolita per un horror, con ottimi personaggi e soprattutto (un ottimo) dialogo", ha detto Dante a Venezia, confessando che quando ha proposto ai produttori di girare in 3D non si aspettava che avrebbero accettato, come invece è successo.

Con il film che si rifà ai suoi titoli di successo degli anni Ottanta, Joe Dante ammette di sentirsi confermato nel ruolo di ..."Re dei bambini in pericolo".

Raccontare i pericoli della vita quotidiana come fa il cinema, non basta certo ad esorcizzarli, dice il regista. Altrimenti dopo un film come "Il dottor Stranamore" di Stanley Kubrick, osserva, il mondo sarebbe corso verso il disarmo... Ma lo schermo aiuta a misurarsi conti con quelle paure, a farci i conti per non restarne sopraffatti. Indagandole e raccontandole. Proprio come fa lui.

 
<p>Il regista Joe Dante, quest'anno giurato al 66esimo Festival del Film di Venezia / REUTERS Alessandro Bianchi</p>