11 settembre 2009 / 13:41 / 8 anni fa

Venezia, Tom Ford 'terrorizzato' per il debutto del suo film

di Mike Collett-White

<p>Lo stilista e neoregista Tom Ford accanto all'attrice Julianne Moore a Venezia, oggi. REUTERS/Alessandro Bianchi</p>

VENEZIA (Reuters) - Lo stilista americano Tom Ford ammette di essere terrorizzato nel suo nuovo ruolo da regista nel suo primo film oggi in gara alla 66esima Mostra d‘arte cinematografica di Venezia.

Il designer, a cui è stato attribuito il merito di aver rilanciato il marchio Gucci prima di creare una propria griffe, è passato dalla moda al cinema con “A Single Man” -- tratto dall‘omonimo romanzo di Christopher Isherwood -- in cui Colin Firth interpreta un professore gay di mezza età in lutto per la morte del suo compagno.

“Non l‘ha ancora visto nessuno, quindi ovviamente sono terrorizzato, perché in un certo senso è la cosa più personale che abbia mai fatto ed è la cosa che esprime maggiormente chi sono”, ha detto lo stilista 48enne in un‘intervista a Reuters.

“Chi mi conosce come stilista di moda, mi vede in un certo modo, sexy e astuto. E’ il modo in cui mi pongo come prodotto”.

“Questo (film) per me è stata la prima espressione puramente artistica che io abbia mai creato, per questa ragione per me è molto più personale”.

I primi segnali sembrano essere positivi per Ford: diversi critici a Venezia hanno apprezzato il film e scommettono su Firth come possibile vincitore per la categoria migliore attore alla cerimonia di premiazione che si terrà domani.

Ford ha detto di condividere alcuni tratti del personaggio principale, George, interpretato da Firth, che dopo la morte del suo compagno in un incidente, pensa al suicidio. Julianne Moore veste i panni di Charley, sua ex ragazza, confidente e vicina di casa.

Vivendo nel passato, incapace di pensare al futuro, la sua disperazione si dissipa quando conosce e fa amicizia con uno studente che gli fa riaprire gli occhi sulle bellezze che lo circondano e sul valore del presente.

“Penso che molte persone arrivino ad un certo punto della loro vita in cui realizzano che forse tutto quello per cui hanno sempre lavorato non è ciò che li rende felici”, ha detto Ford.

“Credo che nella nostra cultura tendiamo a vivere sempre proiettati nel futuro, pensando ‘quando avrò questa casa sarò felice ... quando conquisterò questa ragazza sarò felice, quando avrò comprato quelle scarpe sarò felice’. Questo è il messaggio del film, l‘importanza di vivere nel presente”.

“NON UNA STORIA GAY”

Ford passa dalla tonalità seppia a colori brillanti per riflettere il cambiamento dell‘umore di George, e rende gloria al corpo maschile con una serie di riprese in slow motion di uomini che nuotano nudi e giocano a tennis senza maglietta sotto il sole cocente.

Ma nonostante la storia e lo stile delle riprese, Ford non vuole che il suo lavoro sia proiettato come un film gay.

“Non è una storia gay”, ha detto Ford, che è dichiaratamente omosessuale.

“Una delle cose che ho sempre amato dei libri ... è che il protagonista gay non lotta mai con la sua omosessualità, non viene picchiato o trattato male dal mondo, non parlano dell‘essere gay”.

“(L‘autore) semplicemente racconta di personaggi che tra le altre cose sono omosessuali, che attraversano le normali gioie e i normali dolori della vita”.

Ford ha detto che sta già lavorando al suo prossimo film, e che intende destreggiarsi a lungo termine tra la produzione di film e la sua attività di stilista.

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