Sesso e potere, sindacato prostitute: riservatezza per le escort

venerdì 11 settembre 2009 08:39
 

ROMA (Reuters) - Libertà di prostituzione e diritto alla privacy per le escort che avrebbero partecipato alle serate nelle residenze del premier Silvio Berlusconi. Li invoca il Comitato per i diritti civili delle prostitute, lo storico "sindacato" delle lucciole con base a Pordenone.

"Le signorine invitate a quelle feste sono molte, certamente non tutte sono delle escort, certamente ognuna di loro è donna libera di scegliere cosa fare con il proprio corpo, se offrirsi a pagamento o gratis, comunque hanno diritto alla tutela della privacy", si legge in un comunicato del Comitato.

"Mettere alla berlina la vita privata di private cittadine (le escort) non è giusto, esse non si possono trattare al pari di un politico, che poiché è stato eletto e ha un incarico pubblico deve rispondere delle proprie azioni e della propria onestà e moralità pubblicamente".

Il Comitato delle prostitute chiede quindi ai media di non pubblicare più "i nomi delle accompagnatrici".

"Se fanno o no le escort è affar loro visto che in questo paese non c'è l'obbligo di essere iscritte ad un albo professionale, lasciamo che siano loro eventualmente ad esporsi spontaneamente se avranno voglia di farlo, così come ha fatto coraggiosamente Patrizia D'Addario".

Il presidente del Consiglio ha detto ieri che è calunnioso associarlo a un giro di prostituzione e che lui, amante delle belle donne, non ha mai dovuto pagarle, soprattutto perché gli piace conquistarle.

Riferendosi poi alla D'Addario ha detto che si sarebbe macchiata di reati punibili al massimo della pena a 18 anni di detenzione, ma che non ha ancora deciso se procedere contro di lei.

L'escort pugliese ha raccontato ai giornali di essersi fermata, dietro la promessa di un compenso, a palazzo Grazioli, la residenza del premier a Roma, dopo una festa per una notte con Berlusconi e ha presentato registrazione che sarebbero state effettuate durante la sua permanenza.

 
<p>Una immagine di Patrizia D'Addario. REUTERS/Fabio Serino (ITALY CRIME LAW POLITICS)</p>