Afghanistan, libero giornalista condannato per blasfemia

lunedì 7 settembre 2009 16:37
 

di Jonathon Burch

KABUL (Reuters) - Un giornalista afghano, che era stato condannato a morte in primo grado per blasfemia per poi vedere la sua pena ridursi a 20 anni di carcere su decisione di una corte d'appello, è stato rilasciato e vive in esilio all'estero.

Lo ha detto oggi un'organizzazione per i media.

Il 24enne Perwiz Kambakhsh, giornalista del quotidiano Jahan-e Now, era stato condannato a morte in primo grado a gennaio del 2008 da un tribunale della città settentrionale di Mazar-i-Sharif.

Kambakhsh è stato arrestato per aver scaricato e divulgato un articolo apparso su Internet in cui si sosteneva che il profeta Maometto ignorasse i diritti delle donne.

Le leggi islamiche assunte nella costituzione afghana prevedono la pena di morte per il reato di blasfemia.

"E' con grande emozione che accogliamo la liberazione di Perwiz Kambakhsh", ha dichiarato oggi Reporter Senza Frontiere (Rsf), organizzazione con sede a Parigi che lotta per la libertà di stampa.

"E' molto significativo che ora gli sia stato permesso di ricostruirsi una vita dopo quasi due anni di detenzione. Per paura di rappresaglie è stato accolto da un paese straniero".

In una nota pubblicata in francese sul suo sito web, Rsf ha detto di aver ricevuto oggi dal legale di Kambakhsh la conferma del suo rilascio, precisando che il presidente Hamid Karzai ha firmato la sua grazia qualche settimana fa. Non è stato per ora possibile raggiungere l'ufficio di Karzai per un commento.   Continua...