Studio: condividere casa, con crisi non lo fanno solo studenti

mercoledì 2 settembre 2009 17:26
 

MILANO (Reuters) - Condividere l'appartamento con altri studenti studiando fuori sede è una consuetudine. Ma anche chi raggiunge l'indipendenza economica con un impiego dopo la laurea deve spesso rinunciare a vivere da solo. E quanto rileva uno studio di Immobiliare.it (www.immobiliare.it), portale con oltre 450.000 annunci di settore, secondo il quale il modesto livello degli stipendi (1.000 euro al mese il salario medio di un impiegato italiano, nelle stime della ricerca) costringe chi lavora nelle grandi città a condividere l'appartamento. E ben il 59% delle coabitazioni nelle principali città italiane, dice lo studio, si realizza fra persone che già hanno un impiego. Un dato facilmente comprensibile, dice la ricerca, visti i prezzi degli affitti: per un monolocale a Milano si spendono 815 euro al mese, a Roma 755, a Firenze 710, a Torino 570, a Genova 490 e a Venezia il prezzo sale fino a 850 euro.

"Nelle grandi aree metropolitane la coabitazione non è più solo un fenomeno studentesco. In questi tempi di crisi, poter dividere le spese condominiali e le bollette non è cosa da poco e questa soluzione abitativa consente un risparmio medio di 300 euro", commenta Carlo Giordano, amministratore delegato del Gruppo Immobiliare.it.

Dallo studio reso noto da Immobiliare.it, anche fra i circa 400.000 studenti universitari fuori sede la coabitazione è una realtà importante (il 61% delle condivisioni di appartamenti a livello nazionale si realizza fra chi frequenta l'Università) ed emerge che, nel 62% dei casi, si affittano camere singole, ma con il bagno in condivisione.

Il costo medio di questa soluzione è di 320 euro al mese e la dimensione oscilla fra gli 11 e i 15 metri quadri. Solo il 9% di chi affitta ha a disposizione una stanza di oltre 21 mq. Il canone di affitto, però, può anche essere molto maggiore.

Dall'indagine emerge che la città più cara è Milano (in media 503 euro al mese, spese condominiali incluse). Al secondo posto c'è Roma, dove per una stanza singola il prezzo richiesto è di 480 euro mensili, terza Firenze con 422 euro di canone mensile. Appena fuori da questo particolare podio, c'è Venezia; qui gli studenti pagano un canone di 410 euro.

La città universitaria più economica dello stivale è Cosenza, 200 euro per un posto letto in una stanza singola. Ma la ricerca sottolinea come sia fenomeno molto diffuso nelle città sedi di prestigiosi atenei l'affitto in nero. E secondo alcuni dati, infatti, dice la ricerca,solo il 28% degli studenti fuori sede ha un contratto regolare. Frammentare l'immobile produce, chiaramente più reddito e i proprietari lo sanno.