A 70 anni da invasione Polonia, Merkel si inchina a vittime

martedì 1 settembre 2009 21:22
 

SOPOT/DANZICA, Polonia (Reuters) - A settanta anni dall'invasione nazista della Polonia, evento che diede il via alla Seconda guerra mondiale, la cancelliera tedesca Angela Merkel, in un commosso discorso nei pressi di Danzica, ha commemorato oggi le decine di milioni di vittime del conflitto e dell'Olocausto.

"Voglio commemorare i 60 milioni di persone che hanno perso la vita per la guerra condotta dalla Germania", ha detto Merkel. "Sappiamo di non poter cambiare le atrocità commesse in quella guerra. Le cicatrici saranno visibili per sempre. Ma è nostro dovere guardare al futuro con la consapevolezza della nostra perpetua responsabilità", ha sottolineato.

Oltre a Merkel, erano presenti all'evento polacco anche i primi ministri di Russia, Italia e Francia, il ministro degli Esteri inglese e una delegazione di alto livello americana.

La Polonia perse circa un quinto della sua popolazione, inclusa la gran parte dei suoi tre milioni di ebrei, così come un quinto del suo territorio nel corso del secondo conflitto mondiale. Dopo la guerra rimase sotto il dominio sovietico sino alla caduta del muro di Berlino nel 1989.

Circa 27 milioni di cittadini sovietici morirono in guerra dopo che il tedesco Adolf Hitler ruppe il suo patto con Josif Stalin e invase l'Unione sovietica nel 1941.

Nella commemorazione di oggi, il premier russo Vladimir Putin ha respinto le critiche sul ruolo di Mosca prima della seconda guerra mondiale. Ma, con il primo ministro polacco Donald Tusk, ha concordato sul fatto che gli storici dei due Paesi debbano collaborare per fare luce sul passato che ancora pesa sulle loro relazioni a 20 anni dalla fine del comunismo in Europa dell'Est.

La Russia e gli ex paesi satelliti dell'Europa dell'Est sono in disaccordo sul ruolo di Stalin che, nel 1939, firmò un patto di non aggressione con la Germania nazista, una mossa che aprì la strada per l'invasione tedesca della Polonia.

"Se vogliamo parlare con obiettività della storia, dobbiamo capire che non ha un colore solo. Un enorme numero di errori è stato commesso da entrambe le parti", ha detto Putin in una conferenza stampa dopo un colloquio con Tusk. "Tutti questi errori insieme hanno creato le condizioni per un'aggressione nazista su larga scala".

Mentre i russi sono particolarmente fieri della loro vittoria su Hitler del 1945, la Polonia, i paesi baltici e altri stati dell'Europa orientale accusano Stalin di aver favorito lo scoppio della guerra, di essersi sostanzialmente spartito la Polonia con Hitler e di essersi annesso gli stati baltici.

In un discorso al monumento di Westerplatte vicino Danzica, dove le forze tedesche spararono i primi colpi della seconda guerra mondiale il primo settembre del 1939, Tusk ha ricordato che la verità storica deve prevalere.

"Differenti interpretazioni sono permesse ma i fatti sono sempre quelli. Noi vogliamo ricordare questi fatti non per usare la storia contro qualcuno ma perché siano di monito per la pace", ha detto.

 
<p>Il presidente polacco Lech Kaczynski. REUTERS/Kacper Pempel (POLAND POLITICS)</p>