28 agosto 2009 / 11:27 / 8 anni fa

Tirocinio, inglese e tecnologie: nuove regole per futuri docenti

MILANO (Reuters) - Un anno di tirocinio, più attenzione all‘inglese e alle competenze tecnologiche e assunzioni solo in base alle effettive necessità: queste, in breve, le novità per chi vuole accedere all‘insegnamento presentate oggi dal ministro dell‘Istruzione Mariastella Gelmini.

<p>Il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. REUTERS/Alessandro Bianchi (ITALY)</p>

“Si passa dal semplice sapere al sapere insegnare. Con il nuovo tirocinio ci si forma anche sul campo”, ha detto Gelmini, precisando che l‘obiettivo delle nuove regole è quello di garantire una preparazione disciplinare, didattica e pedagogica più equilibrata, affiancando alla teoria un anno di pratica direttamente a contatto con le scuole.

Per insegnare nella scuola dell‘infanzia e nella scuola primaria sarà adesso necessaria la laurea quinquennale -- a differenza di quella quadriennale a ciclo unico prevista dal vecchio sistema -- oltre a laboratori specifici di approfondimento della lingua inglese e delle nuove tecnologie, spiega una nota del ministero dell‘Istruzione.

Chi volesse invece insegnare nella scuola secondaria dovrà accedere ad una laurea magistrale tramite test d‘ingresso a numero programmato in base alle necessità del sistema nazionale di istruzione, e svolgere un anno di tirocinio -- 475 ore di affiancamento di un “tutor” direttamente in una scuola -- che andrà a sostituirsi alle vecchie Ssis (Scuole di Specializzazione per l‘Insegnamento Secondario) previste dal vecchio sistema dopo la laurea magistrale.

L‘idea alla base del nuovo sistema -- frutto del lavoro della Commissione presieduta dal professor Giorgio Israel -- è quella di dare più spazio alla “esperienza sul campo”, per legare la teoria alla pratica evitando la ripetizione di insegnamenti disciplinari che si aveva con la Ssis.

“Oggi iniziamo a progettare un nuovo tassello per il cambiamento del nostro sistema scolastico -- ha affermato il ministro Gelmini -- un tassello fondamentale, perché riguarda la formazione iniziale dei futuri insegnanti. Prevediamo una selezione severa, doverosa per chi avrà in mano il futuro dell‘Italia e sostituiamo alle vecchie Ssis un percorso più snello, di un anno, coprogettato da scuole e università, concentrato nel passaggio dal semplice sapere al saper insegnare”.

Il nuovo regolamento -- che deve ancora essere approvato dalle commissioni parlamentari e completare il suo iter legislativo prima di entrare in vigore -- prevede anche l‘assunzione di nuovi docenti solo in base alla reale necessità, nel tentativo di porre un freno al precariato consentendo ai giovani di inserirsi direttamente in posizioni “di ruolo”.

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