Blair racconta a Rimini la sua fede, con occhio a presidenza Ue

giovedì 27 agosto 2009 19:38
 

RIMINI (Reuters) - L'ex premier britannico Tony Blair è stato l'ospite di punta al Meeting dell'amicizia in corso a Rimini dove, in un salone che gli ha dedicato una standing ovation, ha raccontato anche la sua conversione dall'anglicanesimo al cattolicesimo.

"Questo successo di Blair a Rimini dovrebbe permettergli di trovare nuove alleanze nella corsa per assumere prossimamente la presidenza Ue", dice a Reuters una fonte diplomatica al termine dell'incontro.

Blair è uno dei candidati ad assumere la presidenza Ue non appena verrà applicato il Trattato di Lisbona che attribuisce maggiori poteri ed una durata più lunga alla guida dell'Unione.

La partecipazione di Blair all'incontro riminese ha in effetti più di un motivo di interesse da un punto di vista dei rapporti internazionali: non è un caso che l'ex premier britannico abbia accettato di partecipare al Meeting, a differenza di quanto fa per altri convegni, senza chiedere alcun compenso, come confermano i responsabili dell'ufficio stampa.

Blair, da sempre attento al tema del dialogo fra le religioni, potrà trarre utili conseguenze da questa partecipazione anche come responsabile del cosiddetto Quartetto che a livello internazionale si sta occupando della pace in Medio Oriente, tema al quale ha pure fatto riferimento il leader politico nel suo intervento riminese.

Ricco di aneddoti e battute il racconto della sua conversione: "E' tutta colpa di mia moglie. Uno anglicano e l'altra cattolica, abbiamo cominciato ad andare a messa assieme: una volta in una chiesa anglicana, una volta cattolica... provate a indovinare in quale chiesa andavamo più spesso. Ho cominciato a sentire che la Chiesa cattolica era casa mia per la sua natura universale".

A questo proposito Blair ha raccontato che, nel corso della sua attività internazionale è potuto andare a messa in varie parti del mondo: "Pechino, Tokio... Una volta in Giappone sono entrato in chiesa in silenzio, mettendomi all'ultimo posto, non con il clamore con il quale sono entrato qua oggi. Alla fine della messa il sacerdote ha detto: abbiamo l'abitudine che gli ospiti stranieri si presentano e dicono la loro esperienza. Mi sono alzato e ho detto: mi chiamo Tony e vengo da Londra".

Battute anche sul suo lavoro di mediatore internazionale: "Dopo essere stato primo ministro del Regno Unito per 10 anni ho detto: mi dedico a qualcosa di più facile e allora mi sono occupato della pace in Medio Oriente".

Sul lavoro del Quartet ha detto che l'accordo c'è (due Stati che vivono uno accanto l'altro) ma c'è "bisogno di fiducia reciproca" fra israeliani e palestinesi.