27 agosto 2009 / 14:30 / 8 anni fa

Clima, costi di adeguamento saranno più alti del previsto

<p>I danni provocati da un'alluvione nella parte meridionale di Taiwan. REUTERS/Nicky Loh</p>

Di Olesya Dmitracova

LONDRA (Reuters) - Adattarsi agli effetti del cambiamento climatico,come alluvioni o episodi di siccità, costerà probabilmente due o tre volte di più di quanto previsto dalle Nazioni Unite. Lo rivela un rapporto pubblicato prima del fondamentale summit Onu sul clima di dicembre.

Il segretariato delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico, l‘Unfccc, ha stimato che i costi di adeguamento, con misure come la costruzione di abitazioni più alte per evitare le alluvioni e limitare la diffusione di malattie, si aggireranno tra i 40 e i 170 miliardi di dollari all‘anno fino al 2030.

La forbice è così ampia perché c’è ancora una notevole incertezza su alcuni di questi costi.

Queste stime sono già state utilizzate durante i meeting dell‘Onu sul clima, in attesa del fondamentale incontro di Copenaghen, previsto per il prossimo dicembre, dove si proverà a raggiungere un nuovo accordo internazionale sulla lotta al surriscaldamento globale.

“Se i governi stessero lavorando con dei dati sbagliati, si finirebbe per raggiungere un accordo che non copre i reali costi di adattamento al cambiamento climatico”, ha detto Camilla Toulmin, direttore dell‘International Institute for Environment and Development.

Lo studio è stato pubblicato insieme al Grantham Institute for Climate Change dell‘Imperial College London.

Secondo questo rapporto, i dati dell‘Unfccc sono stati prodotti troppo rapidamente -- “nel giro di settimane” stando a quanto riferito dall‘autore principale Martin Parry -- e hanno coperto i vari settori solo parzialmente.

Gli autori hanno impiegato circa sei mesi per aggiornare le stime dell‘Onu, che sono state riviste da sette studiosi, tra cui gli stessi responsabili dello studio originale delle Nazioni Unite.

“Semplicemente osservando in profondità i settori analizzati dall‘Unfccc, prevediamo che i costi di adeguamento possano essere due o tre volte superiori, e se consideriamo anche i settori non analizzati dal segretariato, allora i costi crescerebbero ulteriormente”, ha detto Parry.

Le Nazioni Unite, infatti, hanno escluso dall‘analisi settori come energia e turismo, l‘ecosistema, il settore manifatturiero, quello estrattivo e il retailing, stando al nuovo rapporto.

“Nessuno ha fatto stime su questi settori che, però, rappresenteranno circa due terzi dei costi”.

Le nazioni più povere, in ogni caso, dovrebbero poter attingere dall‘U.N. Adaptation Fund, un fondo creato appositamente per loro e che dovrebbe crescere dai circa 80 milioni di dollari del 2009 a circa 300 milioni all‘anno entro il 2012, una somma assolutamente insignificante rispetto a quanto gli stessi paesi in via di sviluppo, l‘Onu, i gruppi umanitari e gli autori del rapporto ritengono sia necessario.

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