Cina, lancia progetto per porre fine al traffico di organi

mercoledì 26 agosto 2009 11:34
 

PECHINO (Reuters) - La Cina ha lanciato il suo primo sistema nazionale di donazione degli organi, nel tentativo di contrastarne il traffico e di creare una fonte a cui attingere per i trapianti che sia diversa dai prigionieri giustiziati, attualmente la porzione più consistente di donatori.

I criminali giustiziati costituiscono il 65% dei donatori di organi, secondo i dati diffusi oggi dal China Daily in un'insolita ammissione delle dimensioni di questo fenomeno.

"(I prigionieri giustiziati) non sono decisamente una fonte adatta per gli organi destinati al trapianto", ha detto al quotidiano il vice ministro della Salute Huang Jiefu.

Quasi un milione e mezzo di persone in Cina necessitano di un trapianto, ma ogni anno soltanto 10.000 persone riescono ad ottenerlo, come si legge sul sito web del ministero della Salute, www.moh.gov.cn.

In una situazione del genere, i pazienti disperati sono disposti a pagare di più pur di ottenere un trapianto, contribuendo così ad aumentare la corruzione e l'ingiustizia nell'allocazione degli organi.

Una legge cinese del 2007 vieta il traffico di organi, ma i media e il ministero della Salute continuano a segnalare trapianti illegali da donatori vivi.

"I trapianti non dovrebbero essere un privilegio riservato ai ricchi", ha detto Huang.

Secondo la legge cinese, gli organi possono essere prelevati da donatori vivi solo se si tratta di consanguinei o del coniuge del destinatario.

Ma intermediari attivi nel traffico di organi, specializzati nella falsificazione di documenti, hanno contribuito a far salire i trapianti da donatori vivi al 40% del totale dal 15% registrato nel 2006, ha spiegato al China Daily Chen Zhonghua, esperto dei trapianti di organi all'ospedale Tongji di Shanghai.

Il nuovo progetto -- che partirà inizialmente in 10 province e città -- incoraggia la donazione degli organi dopo la morte e prevede la creazione di un fondo per aiutare finanziariamente chi necessita di un trapianto e le famiglie dei donatori.

"Il sistema guarda all'interesse pubblico e andrà a beneficio dei pazienti indipendentemente dal loro status sociale", ha detto Huang.

 
<p>Il vice ministro della Salute cinese Huang Jiefu. REUTERS/Zainal Abd Halim ZH/RCS</p>