Clima, Cina: colloqui ostacolati da interessi politici

lunedì 24 agosto 2009 11:15
 

PECHINO (Reuters) - Sono stati fatti pochi progressi finora su un nuovo accordo per combattere il riscaldamento globale, con "interessi commerciali e politici" che continuano a prevalere. Lo ha dichiarato oggi un alto funzionario cinese per il cambiamento climatico.

Il vicedirettore della Commissione nazionale sviluppo e riforma, Xie Zhenhua, ha detto che i Paesi industrializzati stanno ancora cercando di persuadere quelli in via di sviluppo ad accettare target quantificabili per ridurre le loro emissioni di gas serra, secondo una notizia data dall'agenzia stampa Xinhua.

"I Paesi sviluppati e in via di sviluppo sono ancora le due maggiori fazioni e il punto di disaccordo resta la parte di responsabilità di ogni Paese per la riduzione delle emissioni, il finanziamento e il trasferimento i tecnologia", ha detto Xie.

Ma i Paesi industrializzati stanno ignorando l'importanza dello sviluppo economico e non tengono in considerazione il principio chiave di "responsabilità comuni ma differenziate" contenuto nel Protocollo di Kyoto, ha spiegato Xie in un rapporto consegnato al Congresso nazionale del popolo.

La prima fase del Protocollo di Kyoto si esaurisce nel 2012, e i negoziati su un accordo sostitutivo si concluderanno alla Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico a Copenaghen a dicembre.

La Cina è già il maggior produttore al mondo di gas serra prodotti dall'uomo, ma le sue percentuali di emissioni pro capite sono molto al di sotto di quelle dei Paesi sviluppati, e i negoziatori insistono che non accetteranno alcun taglio obbligatorio di emissioni in accordi posteriori al 2012.

 
<p>Una donna raccoglie acqua piovana nella provincia cinese di Jiangxi. REUTERS/Stringer (CHINA ENVIRONMENT SOCIETY) CHINA OUT. NO COMMERCIAL OR EDITORIAL SALES IN CHINA</p>