Energia solare all'Europa dal Sahara: miracolo o miraggio?

lunedì 24 agosto 2009 10:58
 

di Tom Pfeiffer

RABAT (Reuters) - Sta prendendo piede il progetto da 400 miliardi di euro per fornire all'Europa energia solare prodotta nel Sahara, anche se i critici ravvisano elevati rischi in una così ampia iniziativa basata su una tecnologia giovane nei paesi nordafricani politicamente instabili.

Desertec -- il progetto sull'energia solare più ambizioso al mondo -- prevede la creazione di campi di specchi nel deserto in grado di riflettere i raggi solari per far evaporare l'acqua inducendo le turbine a produrre elettricità pulita che colleghi Europa, Medio Oriente e Africa del Nord.

I sostenitori di Desertec -- una decina di aziende industriali e finanziarie, soprattutto tedesche -- sostengono che questo potrebbe portare l'Europa all'avanguardia nella lotta contro il cambiamento climatico e aiutare le economie europea e nordafricana a crescere rispettando i limiti delle emissioni di gas serra.

Altri invece vedono molti rischi, tra cui la politica del Maghreb, le tempeste di sabbia sahariane e i problemi per le popolazioni del deserto la cui acqua verrebbe deviata e fatta convergere verso i pannelli solari.

Inoltre sostengono che la tecnologia ad energia solare concentrata (Csp), su cui si basa Desertec, richieda costi e rischi molto più elevati rispetto al mosaico in rapida crescita di installazioni di celle fotovoltaiche su scala inferiore che generano gran parte dell'energia solare di cui dispone attualmente l'Europa.

I fondatori di Desertec sono partiti dal fatto che i deserti ricevono più energia solare in sei ore di quella consumata da tutta l'umanità nell'arco di un anno.

"Il Sahara offre tutti i vantaggi -- vicinanza all'Europa, praticamente nessuna popolazione e luce solare molto intensa", ha detto George Joffe, ricercatore ed esperto del Maghreb all'Università di Cambridge, che non partecipa al progetto.

"Sarebbe da pazzi non cogliere questa opportunità".   Continua...

 
<p>Una immagine del deserto del Sahara nel nord del Mali. REUTERS/Yves Herman PP03080090 HRM/MA</p>