Studio Usa-Italia, anche alle scimmie piace chi le imita

venerdì 14 agosto 2009 10:38
 

CHICAGO (Reuters) - Gli uomini non sono gli unici primati che considerano l'imitazione come un complimento: anche i cebi cappuccini - scimmie di piccole dimensioni - hanno un debole per chi copia il loro comportamento.

Lo rivela uno studio condotto da psicologi comportamentali italiani e americani e pubblicato sulla rivista Science, che potrebbe far luce su disturbi umani come l'autismo.

Il team guidato da Annika Paukner del National Institute of Child Health and Human Development - nel quale ci sono anche gli italiani Elisabetta Visalberghi dell'Istituto di Scienze della Cognizuione del Consiglio Nazionale delle Ricerche e Pier Ferrari del Dipartimento di Biologia Evolutiva e Funzionale dell'Università di Parma - ha osservato che i cebi non solo passano più tempo con i ricercatori che imitano il loro comportamento ma, quando possono scegliere, preferiscono lavorare con il "copione" piuttosto che con qualcun altro.

L'imitazione, quindi, sarebbe una sorta di "collante sociale", sia tra i primati umani che tra quelli animali.

Nella fase empirica dello studio, a ogni scimmia è stata data una pallina di plastica. I cebi l'hanno rigirata tra le dita, portata alla bocca e usata per colpire qualcosa.

Ogni esemplare è stato poi abbinato a due ricercatori, uno solo dei quali ha imitato i suoi gesti.

Quando le palline sono state ritirate, è stato osservato che le scimmie hanno preferito stare in compagnia e lavorare con il ricercatore che le ha imitate.

L'imitazione è stata considerata a lungo come uno segno di cooperazione tra gli uomini. Riscontrare tale comportamento anche tra i primati del regno animale indica che potrebbe essere condiviso ad tutti i primati, e che aiuti a costruire la tolleranza e a ridurre l'aggressività.

"Capire che l'imitazione promuove legami tra i primati potrebbe far luce sui disturbi in cui l'imitazione e i legami sono coinvolti, ad esempio alcune forme di autismo", spiega in una nota il dottor Duane Alexander, direttore del National Institute of Child Health and Human Development.

 
<p>Un cebo cappuccino allo zoo di Singapore. REUTERS/David Mercado (BOLIVIA)</p>