11 agosto 2009 / 13:20 / 8 anni fa

Unaids: in Asia 50 milioni di donne a rischio infezione Hiv

<p>Una prostituta durante una manifestazione per diffondere consapevolezza sull'Aids a Siliguri, nell'India nordorientale. REUTERS/Rupak De Chowdhuri (INDIA)</p>

di Tan Ee Lyn

BALI, Indonesia (Reuters) - Cinquanta milioni di donne in Asia rischiano l‘infezione da Hiv a causa dei comportamenti sessuali poco sicuri dei loro mariti e fidanzati.

Lo rende noto oggi un rapporto di Unaids.

Per oltre il 90% di tutte le donne sieropositive in Asia -- attualmente circa 1,7 milioni di persone -- il contagio è avvenuto durante una relazione monogama con uomini che tenevano comportamenti a rischio, come avere più partner e fare uso di droghe, precisa il rapporto.

“Dobbiamo concentrarci sugli uomini che hanno rapporti sessuali a pagamento, sui tossicodipendenti che usano droghe per via endovenosa e sugli uomini che hanno rapporti omosessuali, che possono trasmettere il virus alle loro partner”, ha detto Jean D‘Cunha -- direttore regionale del Fondo di Sviluppo delle Nazioni Unite per le Donne nell‘Asia meridionale -- nel corso di una conferenza stampa a margine di un convegno sull‘Hiv/Aids tenutosi a Bali.

“Dobbiamo mettere in discussione atteggiamenti, valori e comportamenti, e modificarli in modo che le donne siano meno vulnerabili all‘Hiv/Aids”.

Mentre il problema della disparità tra i sessi viene spesso ignorato o addirittura deriso, gli esperti sostengono che non possa essere preso alla leggera nel contesto dell‘Hiv/Aids, malattia incurabile trasmessa soprattutto per via sessuale.

Le persone che lavorano nel mercato del sesso -- e hanno ben poco potere contrattuale -- spesso non possono rifiutare la prestazione se i clienti non vogliono utilizzare il preservativo.

A loro volta, le mogli di questi uomini non hanno potere per chiedere di avere rapporti protetti, pur essendo a conoscenza dei comportamenti sessuali a rischio dei loro mariti.

SRADICARE UNA CULTURA

Anche se la lotta all‘Aids è progredita su alcuni fronti, le donne continuano ad essere la categoria più colpita. Le donne costituiscono il 35%di tutti gli adulti attualmente sieropositivi in Asia, percentuale ben più elevata del 17% registrato nel 1990.

Maire Bopp-Allport, direttore della Fondazione per l‘Aids delle isole del pacifico, ha contratto il virus dal suo ragazzo intorno al 1996. Oggi è una figura nota nella lotta globale contro la malattia.

“Il cuore del problema è la cultura millenaria secondo cui è giusto che gli uomini pensino che le donne siano lì solo per servirli e fare tutto ciò che chiedono. E’ necessario diffondere una nuova cultura, in cui questo non sia giusto”, ha detto a Reuters.

“Devono riuscire a comprendere che abusare di una donna significa permettere un abuso delle loro figlie quando queste diventeranno donne”, ha aggiunto.

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