Libertà di stampa, almeno 46 i giornalisti uccisi nel 2009

lunedì 3 agosto 2009 17:40
 

GINEVRA (Reuters) - Almeno 46 giornalisti hanno perso la vita quest'anno mentre coprivano notizie in 21 Paesi, con Somalia e Messico tra i posti più pericolosi per i media. E'quanto ha annunciato l'International News Safety Institute (Insi).

L'organismo con sede a Bruxelles che monitora le uccisioni di giornalisti e loro assistenti nel mondo, ha aggiunto che l'alto numero di omicidi che un tempo si registrava in Iraq è rapidamente diminuito con il calo della violenza nel Paese.

Fino alla fine di luglio sei reporter somali di media locali e internazionali sono stati uccisi e due, presi in ostaggio nel 2008, sono ancora prigioneri, ha detto l'Insi.

"Ma è la situazione in Messico a provocare forte preoccupazione con almeno tre omicidi confermati e altri tre sotto indagine", ha detto ancora l'organizzazione, sostenuta dai principali media e istituti professionali al mondo.

Tre giornalisti morti per ogni paese è il bilancio per Pakistan, Iraq e Filippine. Mentre l'Insi rileva che nello Sri Lanka è stata segnalata l'uccisione di 34 fra giornalisti e operatori dell'informazione da quando l'attuale governo è andato al potere nel 2004.

Il totale di 46 morti a fine luglio, compresi cameraman e fotografi, va confrontato con i 109 uccisi in 36 Paesi nell'intero 2008. L'Insi registra nei propri dati anche le morti accidentali avvenute durante lo svolgimento della professione.

 
<p>Giornalisti, soccorritori e polizia in Pakistan. REUTERS/Mohsin Raza</p>