Industria dei videogiochi prevede ripresa in seconda parte 2009

venerdì 31 luglio 2009 15:51
 

di Gabriel Madway

SAN FRANCISCO (Reuters) - Con l'industria dei videogiochi ancora impantanata nella recessione, gli investitori stanno guardando ai titoli dei grandi produttori e ai possibili tagli dei prezzi nella seconda metà dell'anno per stimolare un aumento delle vendite.

Grandi case di videogiochi come Activision Blizzard e Electronic Arts pubblicheranno i risultati trimestrali la prossima settimana, ancora sulla scia di un giugno abbastanza deprimente dal punto di vista delle vendite di videogiochi, che hanno fatto registrare la più grande crisi dal 2000.

Ma le possibilità di un aumento delle vendite gravano soprattutto sulle spalle delle grandi aziende e sul lancio di importanti titoli nella seconda metà dell'anno, secondo quanto prospettato dagli analisti, in contrasto con i grandi titoli diffusi nella prima metà del 2008. Questa differente strategia rende particolarmente difficile fare confronti anno su anno.

I principali titoli previsti per la seconda metà dell'anno sono "Left 4 Dead," "Assassin's Creed," "Call of Duty" e "Halo," tutti giochi prodotti da grandi aziende, e quindi in grado di dare una spinta decisiva alle vendite.

"Stanno per uscire grandi giochi", ha detto Mike Hickey, analista della Janco Partners. Ma Hickey ha anche dato grande importanza ai tagli dei prezzi sulle console, come elemento vitale per una possibile ripresa del settore in breve tempo.

"La scintilla deve arrivare dal ribasso dei prezzi sugli hardware. Una volta diminuiti i prezzi degli hardware, quelli relativi ai software si adegueranno".

Il Wii della Nintendo costa 250 dollari ed è la console più venduta negli Stati Uniti, seguita dall'Xbox 360 della Microsoft e dalla Playstation 3 della Sony. La versione più economica dell'Xbox costa 200 dollari, mentre la PS3 viene venduta a 400 dollari, un dato che mette ulteriore pressione sulla Sony per ridurre i prezzi.

Il ribasso dei prezzi delle console è sempre all'ordine del giorno per gli editori di videogiochi, ancor più in questo periodo di recessione, che sta ulteriormente riducendo le spese dei consumatori.

"Alla gente è stato detto che l'industria dei videogiochi era in crisi, ma era una fantasia", ha detto Evan Wilson, analista della Pacific Crest Securities.

"La cosa più corretta da dire è che i videogiochi sono più collegati al ciclo economico del settore degli hardware che non al ciclo economico generale".