29 luglio 2009 / 13:13 / 8 anni fa

Sudan, donna processata per aver indossato pantaloni in pubblico

Di Andrew Heavens

KHARTOUM (Reuters) - Una donna sudanese, condannata a subire 40 frustate per aver indossato un paio di pantaloni in pubblico, è comparsa per la prima volta in tribunale accompagnata dai suoi sostenitori, per affrontare quello che il suo avvocato ha definito un test per le leggi sulla decenza in Sudan.

Scene di caos si sono verificate quando Lubna Hussein, un'ex giornalista che lavora per le Nazioni Unite, si è presentata in aula con gli stessi pantaloni verdi, che le sono costati l'arresto per abbigliamento indecente.

Casi di questo genere non sono rari in Sudan, ma Hussein ha attirato su di sé l'attenzione rendendo pubblica la sua vicenda, invitando i giornalisti in aula e utilizzando la sua situazione come campagna contro i codici di abbigliamento, saltuariamente imposti nella capitale.

Il caso è stato aggiornato, al termine di una discussione tra gli avvocati sull'eventualità che lo status di impiegata dell'Onu conceda a Hussein l'immunità.

Dopo la seduta, l'avvocato difensore della donna, Nabil Adib Abdalla ha confermato che Hussein si dimetterà dalle Nazioni Unite prima del 4 agosto, giorno in cui il processo riprenderà, proprio per avere la certezza che il suo caso non venga archiviato.

"Prima di tutto, vuole dimostrare di essere totalmente innocente e, se utilizzasse la sua immunità, non lo dimostrerebbe", ha detto Abdalla ai giornalisti. "In secondo luogo, vuole combattere questa legge. Questa è una legge antica, deve essere modificata, e questo caso sarà un test in tal senso. I gruppi per la difesa dei diritti umani terranno in grande considerazione questo processo".

L'avvocato ha poi confermato che Hussein è disposta ad affrontare il massimo della pena previsto per il reato di abbigliamento indecente, che consiste in 40 frustate e una pena pecuniaria illimitata.

Prima dell'inizio della seduta, Hussein ha detto a Reuters di essere stata arrestata nell'ambito di un raid della polizia, ad inizio luglio, durante una festa cui stava partecipando, nel distretto di Riyadh, a Khartoum.

"Migliaia di donne, in Sudan, sono punite con la fustigazione ma rimangono in silenzio", ha detto la donna. "Questa legge è utilizzata per perseguitare le donne e io voglio rendere questa situazione pubblica".

Hussein ha poi confermato che altre donne, arrestate con lei, hanno già ricevuto le frustate mentre, nel suo caso, c'è stato bisogno di un processo perché lei ha chiamato in causa l'avvocato.

Alcuni giornalisti, durante il processo, sono venuti a contatto con la polizia armata, all'esterno del tribunale e alcuni di loro, che sono anche stati, benché per un breve periodo, arrestati, si sono visti confiscare i nastri delle videocamere.

Anche dozzine di donne, con indosso dei jeans, hanno assistito al processo. Alcune di loro hanno agitato dei cartelloni che recitavano la scritta: "Frustare le persone è contro i diritti umani".

Il processo è stato seguito anche dai rappresentanti delle ambasciate di Francia, Canada, Svezia e Spagna, insieme a politici e membri dell'Unione delle donne sudanesi.

Yassair Arman, membro del Movimento di Liberazione del Popolo del Sudan, principale partito nel sud del paese, ha detto di aver discusso di questo caso con l'inviato Usa in Sudan Scott Gration, durante una sua recente visita.

"L'Splm chiede che questa legge sia abrogata", ha detto Arman a Reuters. "Umilia tanto le donne cristiane quanto quelle musulmane".

Nel nord del Sudan, invece, vige la legge islamica, che comprende restrizioni per quanto riguarda l'abbigliamento in pubblico e la pubblica decenza, soprattutto per le donne.

Ma queste regole sono solo saltuariamente applicate a Khartoum -- dove la maggior parte delle donne veste comunque in maniera tradizionale, anche se alcune, in particolare nelle regioni meridionali a prevalenza cristiana, indossano anche pantaloni e vestiti più occidentali.

E' raro, in ogni caso, che una donna sudanese prenda questa posizione pubblica per difendere il suo diritto di opporsi al codice d'abbigliamento.

La fustigazione, tra l'altro, è una punizione che, in Sudan, è utilizzata per un ampia gamma di reati, tra cui anche la produzione di alcol.

Questo tipo condanna viene solitamente eseguita pochi minuti dopo la fine del processo, in pubblico per gli uomini, generalmente in privato per le donne.

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