Pena di morte: ricorso continua a calare, Cina sempre n.1

mercoledì 29 luglio 2009 11:01
 

ROMA (Reuters) - Continua a diminuire in tutto il mondo l'uso della pena di morte, anche in Cina che pure ha il record assoluto del ricorso alla pena capitale, e gli stati che oggi non la praticano per legge o nei fatti sono 151.

Lo dice il rapporto annuale dell'associazione "Nessuno Tocchi Caino", che ha anche premiato come "abolizionisti dell'anno" il governatore Bill Richardson e la parlamentare Gail Chasey dello Stato americano del New Mexico.

Secondo l'associazione legata al Partito radicale, nel 2008 sono avvenute almeno 5.727 esecuzioni in 26 paesi, mentre gli stati che mantengono la pena di morte sono 46.

Nel 2007 si erano registrate 5.851 esecuzioni.

In cima alla lista nera dei paesi che praticano la pena capitale c'è sempre la Cina, con almeno 5.000 esecuzioni: "Più o meno come nel 2007 e, comunque, in calo rispetto agli anni precedenti", dice la sintesi del rapporto.

I dati della Fondazione Dui Hua, citati nel rapporto, dicono comunque che "il numero delle esecuzioni nel 2008 ha superato le 5.000 e può essersi avvicinato alle 7.000", mentre nel 2007 le esecuzioni erano state 6.000, con una contrazione dovuta secondo gli osservatori all'assegnazione delle Olimpiadi 2008 a Pechino, e alla volontà quindi di non attirare troppe critiche.

Nella classifica di "Nessuno Tocchi Caino" segue l'Iran, con almeno 346 (tra cui alcuni minori), e l'Arabia Saudita con 102, nonché paesi come la Corea del Nord (almeno 63) o il Pakistan (36).

Sotto osservazione c'è anche il Giappone, dove il numero delle esecuzioni è risalito rispetto al 1999, con 15 persone giustiziate nel 2008.

Sono in calo invece le esecuzioni negli Usa: 37 nel 2008 (dato più basso dal 1999), in particolare per la moratoria di fatto che ha accompagnato la decisione della Corte Suprema sull'uso delle iniezioni letali. L'altro dato positivo, dice il rapporto, è stata la decisione dello stato del New Mexico di abolire la pena di morte

Anche se da diversi paesi sono arrivate segnali di abolizione o sospensione o riduzione dell'applicazione della pena di morte, alcuni l'hanno ripristinata. Sul continente americano è il caso del piccolo stato di Saint Kitts e Nevis, che pure ha praticato una moratoria decennale, mentre la Liberia ha introdotto la pena capitale per alcuni reati violenti, nonostante la firma di una precedente convenzione internazionale.

Dei 46 "stati-boia", come li definisce l'associazione, solo 10 vengono considerati democratici. In 19 paesi che applicano la pena capitale si pratica la sharia, cioè la legge islamica basata sull'interpretazione letterale delle norme religiose.

 
<p>Immagine d'archivio di una impiccagione a Teheran. REUTERS/Raheb Homavandi (IRAN CRIME LAW POLITICS)</p>