Droga, rapporto Unodc: Italia non segue miglioramenti Europa

martedì 28 luglio 2009 14:30
 

ROMA (Reuters) - Un forte calo nella produzione e nella coltivazione mondiale di droga, una stabilizzazione nella domanda in Europa -- a fronte di un calo negli Stati Uniti -- in particolar modo per quanto riguarda la cocaina, e una situazione italiana che non segue i miglioramenti fatti registrare negli altri paesi industriali.

E' quanto emerge dal Rapporto mondiale Onu sulla Droga 2009, redatto dall'Unodc (United Nations Office for Drugs and Crime) e presentato questa mattina durante una conferenza stampa presso la Presidenza del consiglio dei ministri.

Le politiche di controllo della droga, secondo quanto affermato dal direttore di Unodc Antonio Maria Costa, si sono mostrate efficaci. A differenza dell'alcool e del tabacco, che vengono consumati su scala massiccia e che causano rispettivamente due e cinque milioni di morti ogni anno, solo una frazione della popolazione mondiale fa uso di droga (meno del 5%) e si fermano a 200.000 i morti, ogni anno, causati da stupefacenti (tra cui più di 500 italiani).

Se la situazione mondiale pare favorevole, grazie anche ai sequestri di cocaina ed eroina che sono in continua crescita, il quadro che riguarda l'Italia è invece "ricco di chiaro-scuri".

"Fino a oggi, la tendenza nazionale non ha seguito la dinamica positiva verificata negli altri paesi industriali", ha sostenuto Costa. In Italia, infatti, ci sono 326.000 persone affette da problemi di droga, ossia il secondo numero più alto in Europa dopo il Regno Unito.

La percentuale di italiani che fanno uso di cannabis è raddoppiata tra il 2002 e il 2007. La prevalenza annuale raggiunge quota 14,6% ed è la più alta in Europa ed una delle più elevate al mondo. Inoltre, l'Italia conta anche 300.000 consumatori di eroina, di gran lunga il secondo totale più alto in Europa (dietro il Regno Unito) e una percentuale pari al 2,2 di cittadini che fa uso di cocaina almeno una volta l'anno, il terzo tasso più elevato nel continente (dopo Regno Unito e Spagna).

Risultati importanti, invece, a livello mondiale, sono stati ottenuti per quanto riguarda la produzione e la coltivazione, fortemente in calo nei paesi maggiormente incriminati, come Colombia, Perù, Bolivia e Afghanistan.

"Il rapporto dell'Onu - ha spiegato il sottosegretario alla presidenza del consiglio Carlo Giovanardi - rileva come, nella sola Colombia, la produzione di cocaina sia scesa del 28% rispetto al 2007 mentre in Afghanistan, che detiene il 93% della produzione mondiale di oppio, la coltivazione è diminuita del 19%. Per quanto riguarda la cannabis, questa droga rimane, invece, la più coltivata e utilizzata nel mondo".

Costa ha voluto rivolgere un invito deciso "all'intero sistema Italia - scuola, sanità, mezzi di informazione, artisti, atleti e personaggi di spicco - che deve dare più importanza alla sensibilizzazione dei giovani che la droga uccide. Una parte importante, e crescente, dei massacri del sabato sera è il risultato di carente informazione e vigilanza".

Informazione e prevenzione sono stati sottolineati come elementi fondamentali anche dal sottosegretario Giovanardi, mentre il direttore dell'Unodc ha voluto chiudere con un richiamo a "governi e agenzie Onu, che devono assicurare l'accesso universale alla terapia ed al recupero del tossicodipendente, che non va arrestato e chiuso in carcere, ma curato e recuperato".

 
<p>Un ragazzo fuma uno spinello. REUTERS/Mark Blinch (CANADA)</p>