July 28, 2009 / 10:23 AM / 8 years ago

Calcio, cessione di Ibra al Barcellona accende sfida Inter-Juve

6 IN. DI LETTURA

<p>Zlatan Ibrahimovic con la maglia del Barcellona.Gustau Nacarino (SPAIN SPORT SOCCER)</p>

Di Daniele Mari

ROMA (Reuters) - L'Inter, dopo quattro scudetti consecutivi -- di cui uno a tavolino -- dice addio al talismano svedese Zlatan Ibrahimovic, fresco di firma e presentazione con il Barcellona. Il "genio di Malmoe", come veniva chiamato Ibra a Milano, ha infatti vinto lo scudetto in ogni stagione disputata in Italia. I primi due con la Juventus allenata da Fabio Capello, scudetti poi revocati per la vicenda Calciopoli, gli ultimi tre con la casacca nerazzurra, prima con Roberto Mancini in panchina, poi con il portoghese José Mourinho. Ma non ha mai vinto la Champions, né con la Juve né con l'Inter.

All'interno della trattativa con il Barcellona è approdato ad Appiano Gentile il camerunense Samuel Eto'o, che farà coppia in avanti con un altro nuovo acquisto della società di Corso Vittorio Emanuele, l'argentino Diego Milito. E la sfida, per lo Special One, sarà proprio quella di amalgamare due giocatori che fanno della prolificità sotto porta la loro principale caratteristica, ma che mancano della genialità e dell'imprevedibilità del centravanti svedese.

Mourinho, il giorno del raduno nerazzurro, aveva definito la rosa "non quella dei miei sogni" e si era affrettato a ribadire di non poter fare miracoli e di "non essere Harry Potter".

Lo Special One aveva chiesto un difensore che sapesse impostare e un trequartista di qualità, identikit perfetto dei due portoghesi, già allenati da Mourinho al Porto, Ricardo Carvalho e Deco. Le esose richieste del Chelsea avevano bloccato sul nascere la trattativa e, alla corte dell'allenatore, sono arrivati comunque il capitano della nazionale brasiliana Lucio e il bielorusso Aleksandr Hleb, anch'egli inserito nella trattativa per Ibrahimovic.

Mourinho, dopo la conferenza stampa del 10 luglio, primo giorno di ritiro, si era poi chiuso in un inconsueto silenzio, e questo aveva lasciato immaginare una certa presa di distanza da parte dell'allenatore portoghese nei confronti dell'operato della società. Una presa di distanza smentita a più riprese dal presidente Massimo Moratti, poi anche dallo stesso tecnico che, 13 giorni dopo, è tornato a parlare con i cronisti, sottolineando la sua intenzione di "proteggere la società", in un periodo in cui stava portando a termine un affare colossale. Ibrahimovic, come ufficializzato anche dal sito del Barcellona, è stato infatti valutato 66 milioni di euro, di cui 46 in contanti, più il cartellino di Samuel Eto'o e il prestito di Aleksandr Hleb.

"Pensate cosa sarebbe successo se io avessi detto che mi piaceva più Ibra di Eto'o. Avrei messo in difficoltà la mia società", ha spiegato Mourinho in un'intervista all'emittente italiana Sky, dopo aver sottolineato come il suo desiderio di allenare Samuel Eto'o fosse un desiderio antico, risalente addirittura ai tempi in cui il portoghese allenava il Chelsea.

Caratteristiche Uniche

Zlatan Ibrahimovic, nella scorsa stagione, ha smentito tutti coloro che in lui vedevano sì un grande giocatore ma un bomber scarsamente prolifico. Ha vinto la classifica cannonieri con 25 gol e ha dimostrato, qualora ce ne fosse stato bisogno, di essere imprescindibile all'interno dello scacchiere nerazzurro.

Ora, per Mourinho, comincia una nuova sfida. Cambiare il modo di giocare della sua squadra, non potendo più fare affidamento su un terminale offensivo in grado di inventare da solo giocate memorabili e decisive e cercare di vincere quella Champions League, che in casa nerazzurra manca ormai dalla stagione 1964/1965.

Lo Special One, nel tentativo di riuscire in questa impresa, potrà comunque contare su un giocatore che sa essere decisivo: Samuel Eto'o, infatti, ha segnato in tutte e due le ultime finali giocate, e vinte, dal Barcellona, nel 2006, a Parigi, contro l'Arsenal e lo scorso maggio, a Roma, contro il Manchester United.

Mourinho, in ogni caso, ha tentato fino all'ultimo di trattenere lo svedese, stuzzicandone l'orgoglio e sottolineando come un'eventuale vittoria in Champions League, vera ossessione del campione di Malmoe, non sarebbe qualcosa di speciale se ottenuta al Barcellona, una squadra che ha vinto due allori continentali negli ultimi quattro anni.

La cessione di Ibrahimovic al Barcellona, intanto, ha rinvigorito le speranze della Juventus di porre fine all'egemonia interista in campionato. Il club di Torino, affamato di rivincita dopo la retrocessione in serie B e la revoca di due scudetti a causa dello scandalo Calciopoli, ha investito molto in questo mercato, portando sotto la Mole due brasiliani di talento: il trequartista Diego dal Werder Brema e il mediano della nazionale verdeoro e della Fiorentina, Felipe Melo.

Il presidente bianconero Giovanni Cobolli Gigli si è mostrato fiducioso sulla riduzione del gap dai nerazzurri: "La Juventus è decisamente più forte dello scorso anno. La distanza dall'Inter può essere ridotta in maniera consistente".

Meno fiducia, almeno per il momento, c'è intorno al Milan, che ha ceduto la sua stella Kakà -- al Real Madrid per 67 milioni di euro -- e che ancora non ha acquistato il centravanti che il suo allenatore Leonardo, esordiente in panchina, ha richiesto, soprattutto non ha risolto i problemi in difesa.

Con la Roma ancora ferma al palo sul mercato per via dell'incertezza legata al destino della società e il Milan più preoccupato del bilancio che dei risultati sportivi, l'impressione che si ricava è che, in questa stagione, il duello sarà più che mai Inter-Juventus.

0 : 0
  • narrow-browser-and-phone
  • medium-browser-and-portrait-tablet
  • landscape-tablet
  • medium-wide-browser
  • wide-browser-and-larger
  • medium-browser-and-landscape-tablet
  • medium-wide-browser-and-larger
  • above-phone
  • portrait-tablet-and-above
  • above-portrait-tablet
  • landscape-tablet-and-above
  • landscape-tablet-and-medium-wide-browser
  • portrait-tablet-and-below
  • landscape-tablet-and-below