Cinema, nuovo film racconta bufale contro aziende

domenica 26 luglio 2009 17:28
 

NEW YORK (Reuters) - Jacques Servin prese in giro la Bbc e il mondo intero quando, cinque anni fa, spacciandosi per il portavoce della Dow Chemical promise che la società avrebbe pagato miliardi di dollari di risarcimento per il disastro di Bhopal, in India.

Oggi, questa e altre bufale del genere organizzate da Servin e dal suo "compagno di burle" Igor Vamos - meglio noti come "The Yes Men", gruppo di protesta americano - sono raccolte in un documentario, domani in prima visione su Hbo, canale americano via cavo.

"The Yes Men Fix The World", vincitore del premio del pubblico quest'anno al festival di Berlino e nei cinema ad ottobre, racconta dei tentativi della coppia di denunciare attraverso il ridicolo l'avidità delle aziende e gli eccessi di un'economia basata sul libero mercato.

"E' un incrocio tra Sacha Baron Cohen e Michael Moore", spiega Vamos a Reuters in un'intervista sui loro "numeri", che in genere li vedono fingersi personalità politiche o industriali, infiltrarsi a conferenze stampa o meeting commerciali e rilasciare dichiarazioni.

Vamos, 41 anni, meglio noto come Mike Bonanno, e Servin, 45, che tra i molti alias usa il nome di Andy Bichlbaum, usano lo humor per smascherare l'irresponsabilità di governi e imprese.

Anche se diverse compagnie considerano le loro performance gravi violazioni, Servin e Vamos non sono mai stati denunciati.

L'intervista alla Bbc del 2004 - la loro bufala più famosa - venne ripresa da diversi organi di informazione, e causò un crollo del 3,4% delle azioni Dow Chemical.

"Questo dimostra che le aziende non possono annunciare che faranno la cosa giusta, perché verrebbero punite", spiega Vamos. "Dobbiamo cambiare le regole".

La Dow Chemical afferma di non avere nessuna responsabilità nel disastro di Bhopal, nel quale morirono almeno 8.000 persone e mezzo milione rimasero intossicate a causa di una fuga di gas tossici da un impianto chimico. Lo stabilimento era della Union Carbide, ora sussidiaria della Dow, che nel 1989 pagò 470 milioni di dollari al governo indiano nell'ambito di un procedimento legale.

"Mentre qualcuno trova gli 'Yes Men' divertenti, è importante capire che diffondono inesattezze", ha detto un portavoce della Dow via mail.

Nel documentario si può inoltre vedere Servin tenere un discorso al più importante meeting delle società petrolifere del Canada spacciandosi per rappresentante di Exxon Mobil e presentando un prodotto descritto come ricavato da persone decedute in disastri legati ai cambiamenti climatici. O ancora, si vede Servin che, fingendosi un rappresentante del governo americano, annuncia la riapertura delle case popolari a New Orleans.

 
<p>Gli "Yes Men". REUTERS/Brendan McDermid (UNITED STATES ENTERTAINMENT POLITICS)</p>