22 luglio 2009 / 13:22 / 8 anni fa

Berlusconi, Zappadu: "mie foto fanno paura"

<p>Fotografo Antonello Zappadu posa con il suo libro.Remo Casilli (ITALY POLITICS MEDIA)</p>

ROMA (Reuters) - Antonello Zappadu, il fotografo sardo autore di migliaia di scatti di Villa Certosa, una delle residenze del premier Silvio Berlusconi, è convinto che le sue foto facciano "più paura" delle registrazioni diffuse in questi giorni sugli incontri galanti del premer.

Ma Niccolò Ghedini, parlamentare del Pdl e avvocato di Berlusconi, ha detto che il premier non ha chiesto l'intervento della magistratura per bloccare le foto, la cui pubblicazione è stata vietata invece dal garante della privacy.

Sono "scatti che io ho fatto in più di 40 appostamenti sulle colline intorno alla Certosa, senza nessun tipo di problema. Villa Certosa è una tenuta di 80-100 ettari E' impensabile che possa essere controllata da soli 180 uomini", ha detto oggi il fotografo alla presentazione del libro scritto dal fratello Salvatore e intitolato "Antonello Zappadu, l'Incubo di Berlusconi".

Il volume racconta la vicenda dei circa 5.000 scatti fatti da Zappadu a Villa Certosa tra il 2007 e il 2008 e che ritraggono la vita all'interno della residenza del premier.

"L'impressione che ricaviamo da tutta questa vicenda", ha spiegato Salvatore Zappadu, "è che all'interno di queste foto ci siano delle situazioni che neanche noi possiamo capire, ma che non si vuole che vengano fuori".

Sul numero complessivo di queste foto Zappadu ha confermato che quelle risalenti al 2007 sono 480 e sono state concesse in esclusiva alla Rizzoli, mentre quelle scattate tra il dicembre 2007 e la fine del 2008 sono circa 5.000.

"Le foto ora non sono più in Italia - ha detto Antonello Zappadu - perché le ho fatte trasferire in Colombia, in una cassetta di sicurezza. Forse, rispetto agli audio pubblicati ultimamente, questi scatti fanno più paura".

Nel giugno scorso il gip di Tempio Pausania, Vincenzo Cristiano, aveva stabilito il sequestro di circa 5000 foto scattate da Zappadu a Villa Certosa, su richiesta dei legali del premier, in quanto rappresentavano un'illecita intrusione nella vita privata del presidente del Consiglio.

I legali di Berlusconi hanno poi querelato il quotidiano spagnolo El Pais e il sito web di Repubblica che avevano pubblicato cinque fotografie, che ritraevano, oltre al premier, due donne in topless e un uomo nudo -- con i volti resi irriconoscibili dai pixel -- durante una vacanza a Villa Certosa.

"Il fotografo Zappadu, che pare non rendersi conto della molteplicità dei reati che gli sono attualmente addebitati, pur dovendo riconoscere che nulla vi è di imbarazzante nelle innumerevoli foto da lui illecitamente scattate nel corso di ben tre anni a Villa Certosa, insiste nel lamentare la mancata possibilità di pubblicazione ciò derivando, a suo dire, da un divieto del Presidente Berlusconi", ha risposto oggi in un comunicato Ghedini.

"... il Presidente Berlusconi non ha alcun interesse a richiedere l'intervento dell'Autorità Giudiziaria", ha detto ancora il legale del premier. "L'unico interesse è quello di tutelare non già se stesso... bensì la privacy degli ospiti e l'elementare diritto che ciascuno ha di non essere spiato e fotografato addirittura all'interno della propria casa...".

Zappadu, intanto, ha detto di aver ricevuto delle offerte dall'Inghilterra e dalla Germania per i suoi scatti, in particolare dal quotidiano britannico Times e dal settimanale tedesco Stern.

Il fratello Salvatore ha descritto il suo libro come "un inno alla libertà di stampa" e ha sottolineato come "la nostra non sia una battaglia sotto le lenzuola, ma alla luce del sole. Vogliamo che queste foto siano pubblicate, ma in Italia. Non c'è niente di pruriginoso in questi scatti e smentisco che ci siano foto del premier senza vestiti".

"La vera notizia - ha concluso l'autore del libro, citando il direttore di El Pais Javier Moreno - è che nel nostro paese non si possono pubblicare foto-notizie".

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